giovedì 8 ottobre 2026

No della CISL al People Mover TAV: Perché Sovraccaricare la Tramvia T2 è un Errore Tecnico (NFT2610)

Locandina CISL Toscana contro il People Mover TAV e a favore dell'integrazione tranviaria a Firenze

Il dibattito sul collegamento tra la futura stazione dell'Alta Velocità Belfiore/Foster e lo snodo di Santa Maria Novella si arricchisce di un nuovo capitolo. In un recente intervento su La Nazione, la FIT-CISL Toscana si è detta nettamente contraria alla realizzazione del People Mover, definendolo un "doppione costoso" della Linea T2 e citando l'esperienza del Pisa Mover come modello fallimentare. Il sindacato propone invece l'uso della tramvia T2, il potenziamento del nodo di Circondaria e una serie di tapis roulant sopraelevati lungo i 960 metri che separano i due comparti.

Come osservatori tecnici e indipendenti della mobilità cittadina, riteniamo che l'analisi della CISL, pur evidenziando criticità reali sui costi delle grandi opere, lasci scoperti snodi trasportistici fondamentali che rischiano di compromettere l'efficienza dell'intera rete.

1. Il rischio saturazione per la Linea T2

La Linea T2 della tramvia è già oggi fortemente sollecitata dai pendolari del quartiere di Novoli e dai flussi turistici in viaggio da e per l'Aeroporto Amerigo Vespucci. Caricare su questa stessa linea le centinaia di passeggeri in arrivo simultaneamente dai treni AV, muniti di valigie e trolley ingombranti, significa creare un collo di bottiglia insostenibile.

Senza contare la prospettiva futura: con il prolungamento della Linea T2 verso il Polo Scientifico e Sesto Fiorentino, i volumi di passeggeri della linea aumenteranno ulteriormente. Usare la T2 come "navetta di scambio" tra Foster e SMN rischia di provocare la saturazione prematura dell'infrastruttura, penalizzando sia i residenti fiorentini che i viaggiatori dell'Alta Velocità.

2. I tempi reali del tapis roulant e l'errore sul Pisa Mover

La controproposta della CISL punta fortemente su un percorso pedonale meccanizzato di circa 960 metri. Tuttavia, i numeri smentiscono l'efficacia di questa scelta per un hub ad alta frequentazione:

  • Velocità e tempi: Un tapis roulant viaggia per norma di sicurezza a circa 2,7 km/h. Un passeggero fermo sul nastro con valigie pesanti impiega oltre 21 minuti per coprire la distanza, un tempo inaccettabile per chi deve prendere una coincidenza ferroviaria stretta.
  • Un modello di gestione sbagliato: L'errore del Pisa Mover non risiede nella tecnologia della navetta ad alta capacità, ma nel modello tariffario (6,50€ per poche centinaia di metri) nato per sostituire una ferrovia esistente.

La soluzione non è rinunciare a un collegamento rapido, ma progettare un vero "ascensore orizzontale" ad alta capacità, interno allo stesso nodo ferroviario e completamente gratuito o integrato nei biglietti dell'Alta Velocità e dei treni Regionali.

Un dubbio di fondo sulla visione della mobilità

Incanalare forzatamente i flussi dell'Alta Velocità sul trasporto tramviario urbano significa trasferire le criticità dell'infrastruttura ferroviaria sul sistema di superficie cittadino. Per unire due componenti del medesimo hub serve un collegamento rapido, dedicato e autonomo... a meno che lo scopo di queste proposte non sia, paradossalmente, quello di disincentivare e mandare in crisi l'uso della tramvia stessa.

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