L'inaugurazione del nuovo Ponte Caterina e Nadia Nencioni, il primo nuovo attraversamento sull'Arno a Firenze dopo quasi cinquant'anni, ha portato con sé un carico emotivo straordinario e l'attesa per la futura linea tramviaria per Bagno a Ripoli. Tuttavia, a pochi giorni dal taglio del nastro, si accendono i reflex su un tema caldissimo che sta già dividendo i cittadini e le forze politiche: la sicurezza della mobilità ciclabile e pedonale sulla nuova struttura.
A sollevare la questione con un'interrogazione formale in Palazzo Vecchio e nei Quartieri 2 e 3 sono i consiglieri di Sinistra Progetto Comune (Dmitrij Palagi, Lorenzo Palandri e Lorenzo Fantoni), che mettono sotto la lente d'ingrandimento le scelte progettuali legate ai percorsi promiscui e ai nodi di interazione con il traffico veicolare.
Piste ciclabili promiscue sul nuovo ponte: scatta la polemica
Il punto centrale della critica riguarda l'assenza di corsie ciclabili dedicate ed esclusive. Sul nuovo ponte, infatti, biciclette e pedoni condividono lo stesso spazio sulla medesima superficie (percorsi ciclopedonali promiscui). Secondo i consiglieri di opposizione, questa configurazione rischia di generare conflitti reali e quotidiani tra chi cammina e chi pedala:
"Una scelta che produce conflitti reali, soprattutto in presenza di pendenza: chi scende in bici acquista velocità in modo silenzioso, spesso non prevedibile da chi cammina o si ferma."
Viene richiamato direttamente il Decreto Ministeriale n. 226 del 2 maggio 2022 (Linee Guida nazionali per le infrastrutture ciclabili), il quale specifica che i percorsi promiscui rappresentano la soluzione meno sicura e dovrebbero essere adottati soltanto laddove la separazione fisica delle utenze risulti tecnicamente impraticabile. Considerando che il nuovo ponte vanta una larghezza complessiva di 17,45 metri, la Sinistra si domanda se non vi fosse lo spazio politico o tecnico per inserire una vera pista ciclabile separata.
I nodi critici a Bellariva e Via di Villamagna
I dubbi sulla sicurezza stradale non si fermano alla sola carreggiata del ponte, ma si estendono alle rampe e alle intersezioni d'accesso che collegano i rioni delle due sponde dell'Arno:
- Lato Via di Villamagna: La pista ciclabile esistente alimenta i flussi verso il ponte creando un incrocio delicato. Le auto che svoltano a destra per immettersi sull'attraversamento devono cedere la precedenza ai ciclisti. Con i flussi di traffico previsti a regime, questo punto rischia di trasformarsi in un collo d'bottiglia ad alto rischio di incidentalità.
- Lato Bellariva: Una situazione speculare e altrettanto critica si ripresenta sull'altra sponda, dove la gestione delle precedenze tra veicoli e mobilità dolce richiederà la massima attenzione.
Le 4 domande alla Giunta: c'è tempo per correttivi entro ottobre 2026?
Attraverso l'atto depositato, SPC chiede formalmente risposte chiare alla Sindaca e alla Giunta su quattro quesiti precisi:
- Perché sia stata scartata l'opzione di piste ciclabili dedicate, tenuto conto della larghezza della sezione trasversale del ponte.
- Se siano state effettuate analisi di sicurezza approfondite sulle intersezioni di accesso (lato via Villamagna e lato Bellariva) e quali siano stati gli esiti.
- Se i percorsi ciclopedonali promiscui rispettino fedelmente i parametri del DM 226/2022 in termini di larghezze minime e gestione della pendenza.
- Se la Giunta intenda valutare varianti o interventi correttivi in corsa prima della conclusione definitiva di tutti i cantieri dell'area, fissata per ottobre 2026.
La battaglia politica è aperta: con i cantieri della tramvia ancora parzialmente operativi nell'area circostante, l'opposizione spinge per una revisione che garantisca una ciclabilità davvero sicura e moderna. Per i residenti e i pendolari dei Quartieri 2 e 3 si preannuncia un dibattito serrato su come cambierà la vivibilità dei loro rioni.
🔍 Approfondimento consigliato:
Vuoi conoscere tutti i dettagli, il tracciato completo e le fermate della futura linea in costruzione?
👉 Scopri la scheda tecnica della Futura Linea 3.2.1 della Tramvia








