sabato 24 ottobre 2026

Tramvia Firenze Linea 3.2.1: nuovi cantieri e modifiche alla viabilità da viale Europa a piazza Beccaria. (NTF2620)

Mappa dei cantieri e delle modifiche alla viabilità per la Linea 3.2.1 della tramvia a Firenze, da viale Europa a piazza Beccaria

Aggiornamento cantieri e viabilità per la Linea 3.2.1 (Bagno a Ripoli) dal 26 ottobre 2026.

Procedono verso le fasi conclusive le lavorazioni per la realizzazione della nuova linea tranviaria per Bagno a Ripoli (Linea 3.2.1). A partire da lunedì 26 ottobre 2026, l'avanzamento dei cantieri comporterà importanti modifiche alla viabilità in tre snodi cruciali della città: viale Europa, lungarno Pecori Giraldi e piazza Beccaria.

Viale Europa e Lungarno Pecori Giraldi

Sul viale Europa, nel tratto compreso tra piazza Nencini e via Olanda, il cantiere si sposterà sulla parte centrale della carreggiata a partire dalle ore 21:00, garantendo contestualmente la riapertura di una corsia per senso di marcia. Contemporaneamente, in lungarno Pecori Giraldi, per ultimare i lavori sul lato della Caserma Baldissera, scatterà la chiusura della corsia in direzione di viale Amendola. Sarà comunque garantito il collegamento grazie alla possibilità di svolta a sinistra al semaforo con Ponte San Niccolò, con la corsia centrale riservata ai veicoli diretti verso lungarno del Tempio e quella lato fiume dedicata alla svolta verso il ponte.

Piazza Beccaria e modifiche al trasporto pubblico

Si avviano invece verso la conclusione le lavorazioni sul lato centro di piazza Beccaria. Da lunedì 26 ottobre sarà istituito il divieto di transito da viale Gramsci a Borgo La Croce, trasformando via Manzoni in una strada senza sfondo. Il capolinea dei bussini di Autolinee Toscane verrà riorganizzato in via Leopardi (con relativi divieti di sosta), raggiungibile tramite l'itinerario alternativo: viale Giovine Italia - via dell'Agnolo - via Santa Verdiana - via della Mattonaia - via Niccolini - via Leopardi. Sul lato opposto della piazza, è prevista la riapertura della corsia di accesso da viale Amendola (sulla nuova pavimentazione completata) verso via Scialoja, e la contestuale chiusura della corsia provvisoria da viale Gramsci.

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🗺️ Approfondimento Tecnico Linea 3.2.1

Scopri il tracciato completo, le fermate e i dettagli costruttivi della nuova tratta per Bagno a Ripoli.

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giovedì 22 ottobre 2026

Tramvia a Firenze: scontro aperto a Campo di Marte sulla Linea 3.2.2 tra residenti e Comune. (NTF2619)

L'assessore alla mobilità Andrea Giorgio durante l'incontro pubblico a Campo di Marte con la mappa della Linea 3.2.2 della tramvia di Firenze

Il dibattito sulla tramvia a Firenze continua a infiammare i quartieri. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 22 ottobre 2026, un incontro pubblico promosso da Uisp Toscana e ospitato nel giardino di viale Malta ha registrato una partecipazione massiccia, con oltre un centinaio di residenti presenti per discutere del progetto della Linea 3.2.2 verso Rovezzano. Un confronto teso e partecipato, raccontato da La Nazione a firma di Gabriele Manfrin.

Le preoccupazioni del quartiere: parcheggi, commercio e verde

A dare voce ai timori del rione è stato il presidente di Uisp Toscana, Marco Ceccantini, che ha sottolineato come la tenuta delle realtà sportive e sociali del territorio — a partire dalla piscina — dipenda strettamente dalla salvaguardia dei parcheggi e dell'accessibilità. I residenti temono che la cantierizzazione e la configurazione definitiva della linea possano sottrarre spazi vitali alla sosta, penalizzando il commercio di vicinato e alterando l'identità di Campo di Marte. Al centro della protesta vi è anche la forte mobilitazione civica per la tutela del patrimonio arboreo esistente.

La posizione dell'amministrazione comunale

Alle istanze del quartiere ha risposto l'assessore alla mobilità Andrea Giorgio — affiancato dal presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi e da diversi esponenti della maggioranza — difendendo l'opera strategica. Giorgio ha evidenziato i benefici ambientali della tramvia, stimati in un taglio di 3 milioni di chili di CO2 l'anno, e ha annunciato di aver richiesto ai progettisti modifiche mirate per inserire alberature di grandi dimensioni (8-9 metri), i cui dettagli saranno illustrati nelle prossime settimane. Non sono mancati momenti di vivace dialettica politica sulla natura della mobilitazione, a conferma di quanto il tracciato di Campo di Marte rappresenti un banco di prova cruciale per il futuro della mobilità fiorentina.

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🗺️ Approfondimento Tecnico Linea 3.2.2

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Tramvia di Firenze fino a Sesto Fiorentino: approvato il progetto definitivo della Linea 2.2 da 234 milioni. (NTF2618)

Progetto definitivo della Linea 2.2 della tramvia di Firenze: mappa e rendering del tracciato verso Sesto Fiorentino.

Il tracciato e le aree di intervento della Linea 2.2 della tramvia, dall'Aeroporto di Peretola fino a Sesto Fiorentino, passando per Castello.

Tramvia a Sesto Fiorentino: via libera al progetto definitivo della Linea 2.2

La mobilità dell'area metropolitana fiorentina compie un passo in avanti decisivo. La giunta comunale ha approvato il progetto definitivo dei lotti 0 e 1 della Linea 2.2, la nuova infrastruttura che collegherà l'aeroporto di Peretola al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, passando per Castello. Un intervento strategico complessivo da oltre 234 milioni di euro, interamente finanziati, che segna l'avvio verso la pubblicazione del bando di gara prevista entro l'anno.

I finanziamenti e il quadro economico

Il progetto è sostenuto da un pacchetto di risorse interamente coperto:

  • 111,5 milioni di euro da fondi strutturali FESR destinati al trasporto pubblico.
  • 113 milioni di euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC).
  • 9,5 milioni di euro stanziati direttamente dalla Regione Toscana dal bilancio ordinario per coprire interamente i costi dei lotti 0 e 1, inclusa la fornitura dei primi 6 nuovi tram.

Per quanto riguarda il lotto 2, che porterà i binari fino a piazza Lavagnini nel centro di Sesto Fiorentino per un valore di 59,3 milioni di euro (inclusi altri 3 tram), l'ok è arrivato per ora in linea tecnica, in attesa di intercettare i prossimi canali di finanziamento ministeriali.

Il tracciato, le fermate e l'interscambio ferroviario

La nuova diramazione si sviluppa per circa 6,7 chilometri e conta 11 fermate strategiche: Aeroporto, Parco della Piana, Scuola Marescialli, Due Case, Castello, Frilli, via della Pace, Agnoletti, Mille, Giusti e Lavagnini.

Un elemento cardine dell'opera sarà la fermata Castello, progettata per diventare un vero e proprio hub d'interscambio con la stazione ferroviaria e la linea Firenze-Prato-Pistoia. Come evidenziato dalle istituzioni, chi arriverà in treno o in auto da Pistoia, Montecatini o Prato potrà salire direttamente sulla tramvia a Castello, evitando di sovraccaricare la stazione di Santa Maria Novella.

Previsioni di traffico e benefici ambientali

A regime, il prolungamento garantirà una frequenza dei tram fino all'aeroporto di 4 minuti, con corse prolungate fino a Sesto ogni 8 minuti. Le stime tecniche prevedono:

  • Un incremento di 13.000 passeggeri al giorno sull'intera rete tranviaria.
  • Oltre un milione di passeggeri all'anno che lasceranno il mezzo privato a favore del tram, riducendo drasticamente le emissioni di CO2.
  • Circa 880 passeggeri saliti nell'ora di punta sulla tratta in estensione.

Un'opera fondamentale per connettere università, scuole, aree produttive e densamente popolate, offrendo un'alternativa su ferro solida e puntuale a tutta la Toscana.

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🗺️ Approfondimento Tecnico Linea 2.2

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lunedì 19 ottobre 2026

Tramvia Firenze T2 "Saturation" e l'Ipotesi Bus Aeroporto (NTF2617)

Integrazione grafica del blog con dati sulla saturazione della Linea T2 della tramvia di Firenze e la proposta del bus per l'aeroporto

Analisi dell'affollamento sulla Linea T2 Vespucci: l'ipotesi del Comune di Firenze per alleggerire i tram con un bus dedicato ai turisti diretti all'Aeroporto.

La Linea T2 Vespucci della tramvia di Firenze continua a registrare numeri record di passeggeri, ma la saturazione quotidiana dei convogli sta spingendo l'amministrazione comunale a valutare soluzioni d'emergenza per decongestionare l'asse che collega la Stazione di Santa Maria Novella con l'Aeroporto di Peretola. I dati ufficiali dell'inizio del 2026 confermano una crescita costante dei volumi di traffico, trasformando il trasporto bagagli dei visitatori in un vero e proprio collo di bottiglia operativo.

I numeri del boom: oltre 8,5 milioni di passeggeri sulla T2

Nei primi cinque mesi del 2026 la Linea T2 ha trasportato oltre 8,5 milioni di passeggeri, segnando un incremento netto rispetto ai 7 milioni registrati nello stesso periodo dell'anno precedente. Tra le fermate a maggiore densità di imbarco spiccano Santa Maria Novella (con picchi di oltre 12.000 salite giornaliere), San Marco e Libertà, oltre alle fermate intermedie del quartiere di Novoli come Ponte all'Asse e San Donato.

Il nodo turisti e la questione dei bagagli ingombranti

L'elevata affluenza turistica diretta allo scalo aeroportuale genera forti criticità legate allo spazio occupato a bordo dai trolley e dalle valigie di grandi dimensioni. Il regolamento d'esercizio prevede la gratuità esclusivamente per i bagagli fino a 55x40x20 cm e impone un titolo di viaggio supplementare per le valigie superiori, vietando il trasporto dei colli sopra i 20 kg. Tuttavia, la mancanza di controlli sistematici in banchina fa sì che le norme vengano raramente applicate, riducendo la capienza utile destinata ai pendolari e ai residenti.

L'ipotesi di Palazzo Vecchio: Bus Rapido (BRT) o navetta dedicata

Con il nodo di Santa Maria Novella arrivato alla saturazione fisica dei binari e dei cicli semaforici, l'aumento delle frequenze tramviarie nei giorni feriali risulta tecnicamente ed economicamente complesso. Per questa ragione, il Comune di Firenze sta studiando l'istituzione di un servizio di Bus Rapid Transit (BRT) o una navetta preferenziale veloce riservata ai flussi turistici in arrivo e partenza dall'Aeroporto Amerigo Vespucci, garantendo così maggiore respiro alla flotta Sirio in servizio sulla Linea T2.

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🗺️ Approfondimento Tecnico Linea T2 Vespucci

Scopri il tracciato completo, le fermate, i dettagli tecnici e un video dell'intero percorso

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domenica 18 ottobre 2026

Linea 3.2.1 tramvia di Firenze: modifica ai cantieri e alla viabilità in P.za Beccaria, P.za del Bandino e Viale Europa dal 19/10/2026

mappa della linea 3.2.1 tramvia di Firenze con indicato le zone e i cantieri con modifiche all'assetto e alla viabilità

🚧 LINEA 3.2.1 (LIBERTÀ - BAGNO A RIPOLI): NUOVE MODIFICHE E AVANZAMENTO CANTIERI

Proseguono i lavori per la realizzazione della Linea 3.2.1. Da questa settimana scattano tre importanti fasi operative tra Piazza Beccaria, Piazza del Bandino e Viale Europa:

📍 Piazza Beccaria (Dal 19 Ottobre):

  • Nuova fase d'intervento sul lato Via Gioberti. Ripristinata la corsia di accesso da Viale Amendola.

  • Chiusa la svolta provvisoria da Viale Gramsci verso Via Scialoia. (Termine fase: fine ottobre).

📍 Piazza del Bandino (Dal 19 Ottobre):

  • Fase finale di riqualificazione: chiusa la corsia interna di collegamento tra Via di Ripoli e Viale Giannotti (lato edifici).

📍 Viale Europa – Lavori Notturni (Dal 20 al 30 Ottobre):

  • Posa binari e getti di calcestruzzo nel tratto Via Andorra - Via Danimarca.

  • Interventi in orario notturno (21:00 - 01:00) nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì con divieto di transito in direzione uscita città.

  • Deviazioni attive sul controviale e sulla viabilità interna di quartiere.

🗺️ Approfondimento Tecnico Linea 3.2.1

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sabato 17 ottobre 2026

La tramvia di Firenze si poteva fare meglio? | Oltre gli Slogan Cap. 6 parte 1 (OGS6P1)

Oltre gli Slogan Capitolo 6 Parte 1 - La Tramvia T1 da Scandicci alla Stazione di Firenze SMN

Oltre gli Slogan (Cap. 6 - Parte 1)

La T1 da Scandicci all'approdo in Stazione

Arrivati a questo punto, tirare le somme sull'intera infrastruttura tranviaria di Firenze impone un esercizio di onestà intellettuale: analizzare ciò che, con il senno di poi, si sarebbe potuto fare meglio. È fin troppo facile giudicare oggi, comodamente seduti su una rete rodata che trasporta milioni di passeggeri. Per i progettisti e gli amministratori di vent'anni fa, invece, la sfida era pionieristica e gravata da un'incognita pesantissima: capire se la città avrebbe accolto una rivoluzione della mobilità così radicale o se l'opera fosse destinata a trasformarsi in una monumentale cattedrale nel deserto.

Nelle prossime righe percorreremo virtualmente le linee della nostra rete per distinguere con precisione chirurgica i reali errori di pianificazione dai punti di forza indiscussi, smantellando al contempo le critiche più inconsistenti e pretestuose che hanno accompagnato la nascita del sistema.

La Linea T1 e il successo inatteso di Villa Costanza

Partendo dal capolinea di Villa Costanza, ci troviamo di fronte a uno dei successi più clamorosi e inattesi dell'intera infrastruttura, una scommessa che all'inizio nessuno osava pronosticare con tale portata. Quel terminal ha liberato le strade di Firenze da centinaia di auto private, autobus a lunga percorrenza e bus turistici, intercettando il traffico direttamente sull'Autostrada A1.

Eppure, proprio analizzando Villa Costanza con il senno di poi — un lusso concettuale che i progettisti dell'epoca non avevano —, emerge un limite strutturale dettato dai volumi odierni: con l'esplosione costante dell'utilizzo del parcheggio scambiatore, la linea soffre oggi di forti criticità e affollamenti concentrati nelle ore di punta. Una saturazione che si ripercuote direttamente e con pesanti disagi sui pendolari delle fermate successive (da Scandicci verso Firenze), i quali spesso trovano i convogli già colmi al limite della capienza.

Tecnicamente, ipotizzare all'origine un accesso protetto e diretto (una sorta di banchina dedicata e "riservata" che immettesse i passeggeri del parcheggio direttamente sui convogli senza promiscuità con i flussi pedonali esterni) sarebbe stato fattibile sulla carta, ma avrebbe richiesto standard di sicurezza e investimenti strutturali proibitivi per un'opera pionieristica i cui flussi futuri erano difficilmente quantificabili. All'epoca la priorità era far funzionare il primo drive-and-tramway d'Italia; oggi, alla prova dei fatti, la sfida è gestire il suo stesso successo con interventi di mitigazione urgenti, prima che la tenuta della linea venga compromessa nelle ore di punta.

Piazza della Resistenza: la scommessa vinta di Scandicci (e i nodi viari irrisolti)

Proseguendo lungo la Linea T1, arriviamo a Piazza della Resistenza. All'epoca non mancarono le critiche feroci, incentrate sulla solita retorica della "colata di cemento" e sulla presunta inutilità di un intervento così impattante per la cittadina. Eppure, la scelta coraggiosa del Comune di Scandicci di trasformare il capolinea e il suo baricentro in una vera e propria stazione di accoglienza — integrata con il Centro Rogers, la grande piazza pubblica e la nuova polarità commerciale — si è rivelata una mossa straordinaria.

Quell'intervento ha cambiato radicalmente il destino urbanistico di Scandicci, strappandola all'etichetta di anonimo "quartiere dormitorio" alle porte di Firenze e restituendole l'identità di città viva, attrattiva e dotata di un cuore pulsante moderno.

Eppure, analizzando l'area con il senno di poi, emerge un limite evidente nella gestione della micro-viabilità di contorno: la direttrice tra Via Turri, Via 78° Reggimento Lupi di Toscana e l'innesto di Via Aldo Moro rappresenta oggi uno dei punti più critici e congestionati del traffico locale. Le mini-rotatorie inserite in spazi così risicati faticano a reggere i volumi di traffico attuali, evidenziando come, a fronte di un grande successo urbanistico e pedonale, la riorganizzazione dei flussi veicolari di aderenza sia rimasta un'occasione parzialmente mancata in attesa di soluzioni più efficaci.

La Fermata Nenni-Torregalli e le polemiche fuori asse

Proseguendo il nostro viaggio sulla Linea T1, incontriamo la fermata Nenni-Torregalli. È qui che la polemica dei detrattori si è spesso accanita, puntando il dito da un lato contro un presunto "errore di percorso" — ignorando del tutto l'impossibilità tecnica e l'inadeguatezza geometrica delle viabilità minori che stringono il complesso ospedaliero —, dall'altro riesumando la solita, stantia retorica sui presunti favori alla grande distribuzione per la presenza del centro commerciale.

La realtà dei fatti, molto più prosaica e ingegneristica, è che l'asse di Viale Nenni e Via Aldo Moro rappresentava l'unico corridoio di penetrazione sufficientemente ampio e lineare per accogliere i binari e garantire la cantierizzazione dell'opera.

Semmai, con il senno di poi, il tema centrale riguarda l'ottimizzazione del servizio di aderenza per l'Ospedale San Giovanni di Dio. Va detto che il collegamento su gomma esiste ed è garantito dalle linee Bus 27 e 46: se la prima offre passaggi frequenti ed efficaci (ogni 11-15 minuti), la seconda mantiene frequenze molto più diradate (intorno ai 50-60 minuti). Non siamo di certo di fronte a un'assenza di servizi, ma con un piccolo sforzo di coordinamento degli orari e un potenziamento delle frequenze si sarebbe potuto rendere l'interscambio tram-bus perfetto per un polo sanitario così strategico.

Il nodo di Soffiano e Isolotto: quando la geometria crea l'imbuto

Entrando nel vivo della linea verso la città, attraversiamo i quartieri di Soffiano e Isolotto, dove il tracciato della T1 si scontra con alcune scelte di inserimento urbanistico che, a distanza di anni, mostrano evidenti limiti funzionali.

Il primo nodo critico si registra all'altezza della fermata di Arcipressi, posizionata letteralmente nel mezzo dell'incrocio. Una scelta infelice dal punto di vista della fluidità: la collocazione della banchina in quel punto esatto genera inevitabilmente un pericoloso imbuto, costringendo a una convivenza forzata e disagevole tra i veicoli in uscita da Via Arcipressi e il flusso principale che, provenendo da Scandicci, punta dritto verso Firenze. Con una progettazione più accorta, spostare la fermata appena prima o subito dopo l'intersezione avrebbe salvaguardato la scorrevolezza dell'incrocio.

Ancora più complessa è la situazione che si incontra spostandosi verso Piazza C.A. Ciampi. Qui l'innesto e la gestione dei flussi risentono pesantemente del passaggio della tranvia, che scorre nel sottopasso riducendone la sezione e consentendo un solo senso di marcia in uscita città. A complicare drasticamente il quadro è la pressione del traffico in ingresso, proveniente in larga misura dal terminale della FI-PI-LI: l'assenza di una visione integrata — che avrebbe dovuto prevedere un parcheggio scambiatore dedicato prima dell'immissione nel tessuto urbano dell'Isolotto — rappresenta un'ulteriore grave lacuna progettuale. Il risultato è un collo di bottiglia viario che penalizza la permeabilità del quartiere e che, con il senno di poi, avrebbe meritato un nodo d'interscambio e una rimodulazione degli accessi decisamente più lungimiranti per evitare la congestione sistematica dell'area sulla rotonda di Piazza Ciampi.

L'asse Talenti-Batoni-Sansovino: una viabilità che regge la prova del tempo

Proseguendo lungo l'asse composto da Viale Talenti, Piazza Batoni e Viale Sansovino, si incontra una delle soluzioni di viabilità che più hanno fatto discutere in fase di cantiere. A una prima lettura, la scelta di ridurre a un'unica corsia di marcia la carreggiata in ingresso città — deviando il flusso in uscita verso Via Francavilla — poteva sembrare penalizzante.

Tuttavia, analizzando la rete nel suo insieme, le alternative avrebbero creato criticità ben maggiori: convogliare tutto il traffico diretto verso la zona di Via Pollaiolo, Olivuzzo e Starnina esclusivamente su Piazza Batoni avrebbe inevitabilmente paralizzato la piazza. La soluzione adottata, pur nella sua apparente frammentazione, ha dimostrato sul campo una notevole capacità di assorbimento dei flussi. Il traffico scorre in modo quasi sempre fluido e il confronto con la situazione antecedente al 2010 non lascia dubbi: dove prima regnava il congestionamento sistematico, oggi c'è un equilibrio viario funzionante e decisamente più sostenibile.

L'ingresso alle Cascine e il nodo di Piazza Vittorio Veneto: tra visione funzionale e strappo estetico

Uno dei punti di maggior forza ingegneristica dell'intero tracciato risiede nel superamento dell'Arno: la realizzazione del ponte dedicato parallelamente al Ponte alla Vittoria e la scelta di far scorrere la tramvia all'interno del parco delle Cascine rappresentano un'intuizione brillante. Questa decisione ha tolto passaggi veicolari e mezzi pubblici dal Ponte alla Vittoria, decongestionando uno degli snodi storicamente più critici della viabilità cittadina.

I problemi, tuttavia, emergono subito dopo, all'arrivo in Piazza Vittorio Veneto. Qui la funzionalità dei trasporti ha preteso un pegno salato in termos di disegno urbano. La rottura della continuità della piazza — tagliata dalla trincea del sottopassaggio e segnata dalla sagoma e dalle curvature delle corsie tranviarie — ha suscitato critiche estetiche ampiamente condivisibili.

Guardando l'area con il senno di poi e a mente fredda, le sensazioni ottiche di chi vive la piazza trovano riscontro in precisi principi di inserimento paesaggistico: una maggiore estensione della copertura del sottopasso avrebbe consentito di preservare la percezione unitaria dell'invaso di Piazza Vittorio Veneto. Far attraversare la tramvia in superficie su una piazza integralmente ricucita, relegando la viabilità veicolare a un tratto sotterraneo leggermente più lungo, avrebbe forse risparmiato alla città una frattura visiva che ancora oggi lascia un senso di irrisolto.

Il tratto Porta al Prato – Stazione e il nodo pensiline: quando l'estetica gela i passeggeri

Muoversi lungo il tratto che da Porta al Prato conduce a Santa Maria Novella — un corridoio oggi nevralgico e percorso in comune anche dalla Linea T2 — mette in luce uno degli errori più irritanti e paradossali dell'intera infrastruttura: l'assenza totale di pensiline per l'attesa dei convogli (una carenza che si ripete amaramente anche all'interno del parco delle Cascine).

Vedere migliaia di passeggeri esposti senza alcuna protezione al sole cocente estivo o alle intemperie invernali, proprio nelle fermate a più alta frequentazione dell'intera rete, grida letteralmente vendetta. L'origine di questo disagio va cercata nell'accanimento della vecchia Soprintendenza, che in nome di un astratto e miope decoro paesaggistico impose il divieto assoluto di installare tettoie o strutture di copertura.

Il paradosso diventa grottesco se si guarda alla storia recente di quei luoghi: dove oggi corrono i binari in Via Alamanni sorgeva un tempo una lunghissima pensilina per i bus, così come alla fermata di Valfonda campeggiava un'ampia tettoia protettiva, entrambe cinicamente demolite. Alla luce di queste scelte e di altri noti cortocircuiti amministrativi emersi negli anni, viene difficile non trarre una conclusione netta: la gestione dell'epoca di quel vincolo da parte della Soprintendenza fu del tutto inadeguata, sacrificando la dignità e la salute quotidiana dei cittadini sull'altare di un dogmatismo estetico fine a sé stesso.

🏁 Fine della Parte 1

Qui si chiude la prima tappa del nostro viaggio d'analisi "col senno di poi". Nelle prossime due parti completeremo l'esame dell'intera rete tranviaria fiorentina:

  • Parte 2: Dalla famigerata "selva di pali" di Piazza Stazione al restyling di Via dello Statuto, fino ai nodi semaforici e al verde di Careggi in Viale Morgagni.
  • Parte 3: La Linea T2 e la sfida del Centro — dall'hub dell'Aeroporto a Novoli, il passaggio dentro Palazzo Mazzoni e l'approdo a San Marco via Piazza della Libertà.
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venerdì 16 ottobre 2026

Comunicato GEST: Linea della tramvia di Firenze T2 interrotta di notte dal 19 al 22 ottobre tra le fermate Regione e Redi. (NTF2616)

DESCRIZIONE ALTERNATIVA

📢 TRAMVIA FIRENZE | Linea T2: interruzione notturna parziale (tratta Regione - Redi) dal 19 al 22 ottobre

GEST comunica che, per consentire lavori di demolizione delle vecchie linee elettriche aeree e dei tralicci a cura di Terna, da lunedì 19 a giovedì 22 ottobre, a partire dalle ore 22:15 e fino a fine servizio, la Linea T2 sarà interrotta nella tratta compresa tra le fermate REGIONE e REDI.

Nelle ore interessate dai lavori, il servizio tram sarà attivo esclusivamente sulle tratte:
🔹 Peretola Aeroporto ↔ Regione
🔹 Redi ↔ San Marco

🚌 BUS SOSTITUTIVI: La tratta interrotta tra Regione e Redi sarà servita da autobus sostitutivi.

Si consiglia ai viaggiatori di pianificare i propri spostamenti tenendo conto dei maggiori tempi di percorrenza.
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giovedì 15 ottobre 2026

Ponte Nencioni Firenze: finiture, pista ciclabile e apertura terza corsia a novembre. (NTF2615)

Nuovo Ponte Nencioni a Firenze con pista ciclabile e corsie stradali completate

Il nuovo Ponte Nencioni tra Bellariva e Gavinana: cantiere nella fase finale con pista ciclabile e predisposizione della terza corsia.

Il cantiere del nuovo Ponte Nencioni, la struttura di attraversamento dell'Arno che collega i quartieri di Bellariva e Gavinana (via Villamagna), entra ufficialmente nella sua fase di completamento definitivo. A circa cinque mesi dall'apertura alla circolazione avvenuta a fine maggio, l'infrastruttura si prepara a raggiungere il suo assetto finale con importanti novità per la viabilità automobilistica e ciclabile.

Finiture, rivestimenti e nuova pista ciclabile

In queste settimane gli operai sono al lavoro per installare la scocca di rivestimento definitiva e i pannelli estetici che andranno ad agganciarsi allo scheletro della struttura, sostituendo l'illuminazione provvisoria recentemente potenziata dalle nuove torri faro.

Insieme al rivestimento esterno, il progetto prevede il montaggio dei parapetti definitivi che prenderanno il posto delle reti metalliche da cantiere. Questo intervento permetterà l'apertura e la piena fruizione della pista ciclabile definitiva sul ponte, garantendo un collegamento protetto e sicuro per la mobilità dolce tra le due sponde del fium.

Apertura della terza corsia a novembre

Dal punto di vista della viabilità veicolare, il ponte è attualmente utilizzato con una corsia per senso di marcia. Questa configurazione ridotta è stata mantenuta per garantire alle maestranze il margine di spazio necessario a completare le lavorazioni in sicurezza.

Come confermato dall'Assessorato alla Mobilità, con il completamento delle scocche — previsto entro 10-15 giorni — si procederà all'attivazione della terza corsia di marcia. L'infrastruttura sarà così configurata a regime con due corsie in direzione Bellariva e una corsia verso Gavinana.

Un'opera strategica per la rete viaria di Firenze

Il completamento del Ponte Nencioni riveste un ruolo di primaria importanza nel quadro complessivo della mobilità urbana. La disponibilità della terza corsia si rivelerà fondamentale nelle prossime settimane per assorbire ed equilibrare i flussi di traffico in vista dei programmati interventi di manutenzione straordinaria e consolidamento che interesseranno il vicino Ponte da Verrazzano.

Fonte: La Nazione

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lunedì 12 ottobre 2026

Tramvia Firenze: il parere dell'Ordine degli Ingegneri sul bilancio ambientale delle linee 3.2.1 e 3.2.2. (NTF2614)

Vista aerea di Viale Lavagnini a Firenze con la nuova sede tranviaria in costruzione e un convoglio in transito.

Un tratto della rete tranviaria fiorentina: secondo l'Ordine degli Ingegneri, il bilancio ambientale complessivo delle nuove linee è positivo grazie alla riduzione delle emissioni.

Dall'emotività ai dati: il parere dell'Ordine degli Ingegneri sulle nuove linee tranviarie

Nel pieno del dibattito cittadino legato ai cantieri, alle modifiche della viabilità e alle inevitabili preoccupazioni per la tutela del verde pubblico lungo i tracciati delle linee 3.2.1 (Bagno a Ripoli) e 3.2.2 (Rovezzano), l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze è intervenuto per offrire un quadro tecnico e oggettivo della situazione. Attraverso le parole del coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia, Ing. Stefano Corsi, l'analisi sposta il fuoco dall'emotività della protesta alla pianificazione scientifica dell'infrastruttura.

Il bilancio ambientale: perché l'opera risulta positiva

Valutare la costruzione di una nuova linea tramviaria esclusivamente attraverso la rimozione temporanea o definitiva delle alberature mature offre una prospettiva parziale. Secondo l'Ordine degli Ingegneri, l'intervento va ponderato integrando tre fattori chiave:

  • Le trasformazioni del patrimonio arboreo e le nuove piantumazioni previste dai progetti esecutivi.
  • La qualità agronomica e la manutenzione nel tempo, ricordando che i giovani alberi necessitano di cure mirate per sostituire le funzioni ecologiche delle piante storiche.
  • Il taglio strutturale delle emissioni di CO2 garantito dal trasferimento modale, ovvero dai passeggeri che scelgono di abbandonare l'automobile privata per affidarsi al trasporto pubblico.

Su questa scala d'insieme, il saldo ecologico a regime dell'intera opera risulta chiaramente positivo.

Ripensare lo spazio urbano e la mobilità sostenibile

Un altro aspetto cruciale sottolineato dagli ingegneri riguarda la redistribuzione dello spazio pubblico. La riduzione della pressione del traffico veicolare privato lungo le grandi direttrici offrirà nel tempo l'opportunità di ripensare le superfici oggi destinate alla sosta e al transito delle auto, restituendole alla vivibilità dei quartieri, alla mobilità pedonale e a nuove aree verdi. Tuttavia, viene ribadito un principio fondamentale: la sola tramvia non basta; occorre che l'Amministrazione accompagni il potenziamento dei binari con scelte urbanistiche coerenti e coraggiose.

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Tramvia Firenze e alberature sulla linea 3.2.2: Il video dell'assessore (Comune di Firenze) Andrea Giorgio e la nostra posizione (NTF2613).


Nelle ultime ore l'Assessore Andrea Giorgio ha pubblicato un intervento video per fare il punto sui cantieri, sul bilancio ambientale e sulle alberature lungo i nuovi tracciati tranviari, rispondendo alle preoccupazioni sollevate da cittadini e comitati.
Abbiamo analizzato nel dettaglio le dichiarazioni e riteniamo corretto evidenziare alcuni punti chiave dal punto di vista della pianificazione tecnica:

🌳I correttivi di tracciato:

Ammettere che la progettazione esecutiva è stata modificata in corso d'opera (come gli interventi per stringere i passaggi dei tunnel a Don Minzoni, l'innalzamento della sede presso lo stadio o le varianti al Gignoro per preservare le alberature esistenti) dimostra che la pressione civica e il confronto tecnico servono a migliorare i progetti mitigandone l'impatto.

📏 Il bilancio arboreo e le sostituzioni:

Sull'asse di Viale dei Mille l'intervento si concentra in modo mirato in prossimità delle fermate e delle bocche di galleria (Piazza delle Cure), dove i vincoli geometrici, di cantiere e dei sottoservizi rendono inevitabile la sostituzione con esemplari arborei di grandi dimensioni già pronti per la piantumazione.

🚆 La questione del passaggio sui binari ferroviari:

Sulla proposta alternativa di far correre la tramvia lungo la ferrovia pesante, l'argomentazione coglie nel segno: la tramvia nasce per essere un servizio capillare "di vicinato", che entra nel tessuto urbano e serve direttamente case, attività e flussi pedonali quotidiani. Spostarla su corridoi ferroviari esterni snaturerebbe la sua funzione di mobilità diffusa.

La nostra posizione resta la stessa:

Un'infrastruttura di trasporto pubblico ecologica come la tramvia non deve essere vista come "nemica del verde", ma l'amministrazione ha il dovere di garantire la massima trasparenza sui cronoprogrammi, sulle schede fitosanitarie e sulla certezza dei reimpianti promessi.
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