sabato 17 ottobre 2026

La tramvia di Firenze si poteva fare meglio? | Oltre gli Slogan Cap. 6 parte 1 (OGS6P1)

Oltre gli Slogan Capitolo 6 Parte 1 - La Tramvia T1 da Scandicci alla Stazione di Firenze SMN

Oltre gli Slogan (Cap. 6 - Parte 1)

La T1 da Scandicci all'approdo in Stazione

Arrivati a questo punto, tirare le somme sull'intera infrastruttura tranviaria di Firenze impone un esercizio di onestà intellettuale: analizzare ciò che, con il senno di poi, si sarebbe potuto fare meglio. È fin troppo facile giudicare oggi, comodamente seduti su una rete rodata che trasporta milioni di passeggeri. Per i progettisti e gli amministratori di vent'anni fa, invece, la sfida era pionieristica e gravata da un'incognita pesantissima: capire se la città avrebbe accolto una rivoluzione della mobilità così radicale o se l'opera fosse destinata a trasformarsi in una monumentale cattedrale nel deserto.

Nelle prossime righe percorreremo virtualmente le linee della nostra rete per distinguere con precisione chirurgica i reali errori di pianificazione dai punti di forza indiscussi, smantellando al contempo le critiche più inconsistenti e pretestuose che hanno accompagnato la nascita del sistema.

La Linea T1 e il successo inatteso di Villa Costanza

Partendo dal capolinea di Villa Costanza, ci troviamo di fronte a uno dei successi più clamorosi e inattesi dell'intera infrastruttura, una scommessa che all'inizio nessuno osava pronosticare con tale portata. Quel terminal ha liberato le strade di Firenze da centinaia di auto private, autobus a lunga percorrenza e bus turistici, intercettando il traffico direttamente sull'Autostrada A1.

Eppure, proprio analizzando Villa Costanza con il senno di poi — un lusso concettuale che i progettisti dell'epoca non avevano —, emerge un limite strutturale dettato dai volumi odierni: con l'esplosione costante dell'utilizzo del parcheggio scambiatore, la linea soffre oggi di forti criticità e affollamenti concentrati nelle ore di punta. Una saturazione che si ripercuote direttamente e con pesanti disagi sui pendolari delle fermate successive (da Scandicci verso Firenze), i quali spesso trovano i convogli già colmi al limite della capienza.

Tecnicamente, ipotizzare all'origine un accesso protetto e diretto (una sorta di banchina dedicata e "riservata" che immettesse i passeggeri del parcheggio direttamente sui convogli senza promiscuità con i flussi pedonali esterni) sarebbe stato fattibile sulla carta, ma avrebbe richiesto standard di sicurezza e investimenti strutturali proibitivi per un'opera pionieristica i cui flussi futuri erano difficilmente quantificabili. All'epoca la priorità era far funzionare il primo drive-and-tramway d'Italia; oggi, alla prova dei fatti, la sfida è gestire il suo stesso successo con interventi di mitigazione urgenti, prima che la tenuta della linea venga compromessa nelle ore di punta.

Piazza della Resistenza: la scommessa vinta di Scandicci (e i nodi viari irrisolti)

Proseguendo lungo la Linea T1, arriviamo a Piazza della Resistenza. All'epoca non mancarono le critiche feroci, incentrate sulla solita retorica della "colata di cemento" e sulla presunta inutilità di un intervento così impattante per la cittadina. Eppure, la scelta coraggiosa del Comune di Scandicci di trasformare il capolinea e il suo baricentro in una vera e propria stazione di accoglienza — integrata con il Centro Rogers, la grande piazza pubblica e la nuova polarità commerciale — si è rivelata una mossa straordinaria.

Quell'intervento ha cambiato radicalmente il destino urbanistico di Scandicci, strappandola all'etichetta di anonimo "quartiere dormitorio" alle porte di Firenze e restituendole l'identità di città viva, attrattiva e dotata di un cuore pulsante moderno.

Eppure, analizzando l'area con il senno di poi, emerge un limite evidente nella gestione della micro-viabilità di contorno: la direttrice tra Via Turri, Via 78° Reggimento Lupi di Toscana e l'innesto di Via Aldo Moro rappresenta oggi uno dei punti più critici e congestionati del traffico locale. Le mini-rotatorie inserite in spazi così risicati faticano a reggere i volumi di traffico attuali, evidenziando come, a fronte di un grande successo urbanistico e pedonale, la riorganizzazione dei flussi veicolari di aderenza sia rimasta un'occasione parzialmente mancata in attesa di soluzioni più efficaci.

La Fermata Nenni-Torregalli e le polemiche fuori asse

Proseguendo il nostro viaggio sulla Linea T1, incontriamo la fermata Nenni-Torregalli. È qui che la polemica dei detrattori si è spesso accanita, puntando il dito da un lato contro un presunto "errore di percorso" — ignorando del tutto l'impossibilità tecnica e l'inadeguatezza geometrica delle viabilità minori che stringono il complesso ospedaliero —, dall'altro riesumando la solita, stantia retorica sui presunti favori alla grande distribuzione per la presenza del centro commerciale.

La realtà dei fatti, molto più prosaica e ingegneristica, è che l'asse di Viale Nenni e Via Aldo Moro rappresentava l'unico corridoio di penetrazione sufficientemente ampio e lineare per accogliere i binari e garantire la cantierizzazione dell'opera.

Semmai, con il senno di poi, il tema centrale riguarda l'ottimizzazione del servizio di aderenza per l'Ospedale San Giovanni di Dio. Va detto che il collegamento su gomma esiste ed è garantito dalle linee Bus 27 e 46: se la prima offre passaggi frequenti ed efficaci (ogni 11-15 minuti), la seconda mantiene frequenze molto più diradate (intorno ai 50-60 minuti). Non siamo di certo di fronte a un'assenza di servizi, ma con un piccolo sforzo di coordinamento degli orari e un potenziamento delle frequenze si sarebbe potuto rendere l'interscambio tram-bus perfetto per un polo sanitario così strategico.

Il nodo di Soffiano e Isolotto: quando la geometria crea l'imbuto

Entrando nel vivo della linea verso la città, attraversiamo i quartieri di Soffiano e Isolotto, dove il tracciato della T1 si scontra con alcune scelte di inserimento urbanistico che, a distanza di anni, mostrano evidenti limiti funzionali.

Il primo nodo critico si registra all'altezza della fermata di Arcipressi, posizionata letteralmente nel mezzo dell'incrocio. Una scelta infelice dal punto di vista della fluidità: la collocazione della banchina in quel punto esatto genera inevitabilmente un pericoloso imbuto, costringendo a una convivenza forzata e disagevole tra i veicoli in uscita da Via Arcipressi e il flusso principale che, provenendo da Scandicci, punta dritto verso Firenze. Con una progettazione più accorta, spostare la fermata appena prima o subito dopo l'intersezione avrebbe salvaguardato la scorrevolezza dell'incrocio.

Ancora più complessa è la situazione che si incontra spostandosi verso Piazza C.A. Ciampi. Qui l'innesto e la gestione dei flussi risentono pesantemente del passaggio della tranvia, che scorre nel sottopasso riducendone la sezione e consentendo un solo senso di marcia in uscita città. A complicare drasticamente il quadro è la pressione del traffico in ingresso, proveniente in larga misura dal terminale della FI-PI-LI: l'assenza di una visione integrata — che avrebbe dovuto prevedere un parcheggio scambiatore dedicato prima dell'immissione nel tessuto urbano dell'Isolotto — rappresenta un'ulteriore grave lacuna progettuale. Il risultato è un collo di bottiglia viario che penalizza la permeabilità del quartiere e che, con il senno di poi, avrebbe meritato un nodo d'interscambio e una rimodulazione degli accessi decisamente più lungimiranti per evitare la congestione sistematica dell'area sulla rotonda di Piazza Ciampi.

L'asse Talenti-Batoni-Sansovino: una viabilità che regge la prova del tempo

Proseguendo lungo l'asse composto da Viale Talenti, Piazza Batoni e Viale Sansovino, si incontra una delle soluzioni di viabilità che più hanno fatto discutere in fase di cantiere. A una prima lettura, la scelta di ridurre a un'unica corsia di marcia la carreggiata in ingresso città — deviando il flusso in uscita verso Via Francavilla — poteva sembrare penalizzante.

Tuttavia, analizzando la rete nel suo insieme, le alternative avrebbero creato criticità ben maggiori: convogliare tutto il traffico diretto verso la zona di Via Pollaiolo, Olivuzzo e Starnina esclusivamente su Piazza Batoni avrebbe inevitabilmente paralizzato la piazza. La soluzione adottata, pur nella sua apparente frammentazione, ha dimostrato sul campo una notevole capacità di assorbimento dei flussi. Il traffico scorre in modo quasi sempre fluido e il confronto con la situazione antecedente al 2010 non lascia dubbi: dove prima regnava il congestionamento sistematico, oggi c'è un equilibrio viario funzionante e decisamente più sostenibile.

L'ingresso alle Cascine e il nodo di Piazza Vittorio Veneto: tra visione funzionale e strappo estetico

Uno dei punti di maggior forza ingegneristica dell'intero tracciato risiede nel superamento dell'Arno: la realizzazione del ponte dedicato parallelamente al Ponte alla Vittoria e la scelta di far scorrere la tramvia all'interno del parco delle Cascine rappresentano un'intuizione brillante. Questa decisione ha tolto passaggi veicolari e mezzi pubblici dal Ponte alla Vittoria, decongestionando uno degli snodi storicamente più critici della viabilità cittadina.

I problemi, tuttavia, emergono subito dopo, all'arrivo in Piazza Vittorio Veneto. Qui la funzionalità dei trasporti ha preteso un pegno salato in termos di disegno urbano. La rottura della continuità della piazza — tagliata dalla trincea del sottopassaggio e segnata dalla sagoma e dalle curvature delle corsie tranviarie — ha suscitato critiche estetiche ampiamente condivisibili.

Guardando l'area con il senno di poi e a mente fredda, le sensazioni ottiche di chi vive la piazza trovano riscontro in precisi principi di inserimento paesaggistico: una maggiore estensione della copertura del sottopasso avrebbe consentito di preservare la percezione unitaria dell'invaso di Piazza Vittorio Veneto. Far attraversare la tramvia in superficie su una piazza integralmente ricucita, relegando la viabilità veicolare a un tratto sotterraneo leggermente più lungo, avrebbe forse risparmiato alla città una frattura visiva che ancora oggi lascia un senso di irrisolto.

Il tratto Porta al Prato – Stazione e il nodo pensiline: quando l'estetica gela i passeggeri

Muoversi lungo il tratto che da Porta al Prato conduce a Santa Maria Novella — un corridoio oggi nevralgico e percorso in comune anche dalla Linea T2 — mette in luce uno degli errori più irritanti e paradossali dell'intera infrastruttura: l'assenza totale di pensiline per l'attesa dei convogli (una carenza che si ripete amaramente anche all'interno del parco delle Cascine).

Vedere migliaia di passeggeri esposti senza alcuna protezione al sole cocente estivo o alle intemperie invernali, proprio nelle fermate a più alta frequentazione dell'intera rete, grida letteralmente vendetta. L'origine di questo disagio va cercata nell'accanimento della vecchia Soprintendenza, che in nome di un astratto e miope decoro paesaggistico impose il divieto assoluto di installare tettoie o strutture di copertura.

Il paradosso diventa grottesco se si guarda alla storia recente di quei luoghi: dove oggi corrono i binari in Via Alamanni sorgeva un tempo una lunghissima pensilina per i bus, così come alla fermata di Valfonda campeggiava un'ampia tettoia protettiva, entrambe cinicamente demolite. Alla luce di queste scelte e di altri noti cortocircuiti amministrativi emersi negli anni, viene difficile non trarre una conclusione netta: la gestione dell'epoca di quel vincolo da parte della Soprintendenza fu del tutto inadeguata, sacrificando la dignità e la salute quotidiana dei cittadini sull'altare di un dogmatismo estetico fine a sé stesso.

🏁 Fine della Parte 1

Qui si chiude la prima tappa del nostro viaggio d'analisi "col senno di poi". Nelle prossime due parti completeremo l'esame dell'intera rete tranviaria fiorentina:

  • Parte 2: Dalla famigerata "selva di pali" di Piazza Stazione al restyling di Via dello Statuto, fino ai nodi semaforici e al verde di Careggi in Viale Morgagni.
  • Parte 3: La Linea T2 e la sfida del Centro — dall'hub dell'Aeroporto a Novoli, il passaggio dentro Palazzo Mazzoni e l'approdo a San Marco via Piazza della Libertà.
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venerdì 16 ottobre 2026

Comunicato GEST: Linea della tramvia di Firenze T2 interrotta di notte dal 19 al 22 ottobre tra le fermate Regione e Redi. (NTF2616)

DESCRIZIONE ALTERNATIVA

📢 TRAMVIA FIRENZE | Linea T2: interruzione notturna parziale (tratta Regione - Redi) dal 19 al 22 ottobre

GEST comunica che, per consentire lavori di demolizione delle vecchie linee elettriche aeree e dei tralicci a cura di Terna, da lunedì 19 a giovedì 22 ottobre, a partire dalle ore 22:15 e fino a fine servizio, la Linea T2 sarà interrotta nella tratta compresa tra le fermate REGIONE e REDI.

Nelle ore interessate dai lavori, il servizio tram sarà attivo esclusivamente sulle tratte:
🔹 Peretola Aeroporto ↔ Regione
🔹 Redi ↔ San Marco

🚌 BUS SOSTITUTIVI: La tratta interrotta tra Regione e Redi sarà servita da autobus sostitutivi.

Si consiglia ai viaggiatori di pianificare i propri spostamenti tenendo conto dei maggiori tempi di percorrenza.
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giovedì 15 ottobre 2026

Ponte Nencioni Firenze: finiture, pista ciclabile e apertura terza corsia a novembre. (NTF2615)

Nuovo Ponte Nencioni a Firenze con pista ciclabile e corsie stradali completate

Il nuovo Ponte Nencioni tra Bellariva e Gavinana: cantiere nella fase finale con pista ciclabile e predisposizione della terza corsia.

Il cantiere del nuovo Ponte Nencioni, la struttura di attraversamento dell'Arno che collega i quartieri di Bellariva e Gavinana (via Villamagna), entra ufficialmente nella sua fase di completamento definitivo. A circa cinque mesi dall'apertura alla circolazione avvenuta a fine maggio, l'infrastruttura si prepara a raggiungere il suo assetto finale con importanti novità per la viabilità automobilistica e ciclabile.

Finiture, rivestimenti e nuova pista ciclabile

In queste settimane gli operai sono al lavoro per installare la scocca di rivestimento definitiva e i pannelli estetici che andranno ad agganciarsi allo scheletro della struttura, sostituendo l'illuminazione provvisoria recentemente potenziata dalle nuove torri faro.

Insieme al rivestimento esterno, il progetto prevede il montaggio dei parapetti definitivi che prenderanno il posto delle reti metalliche da cantiere. Questo intervento permetterà l'apertura e la piena fruizione della pista ciclabile definitiva sul ponte, garantendo un collegamento protetto e sicuro per la mobilità dolce tra le due sponde del fium.

Apertura della terza corsia a novembre

Dal punto di vista della viabilità veicolare, il ponte è attualmente utilizzato con una corsia per senso di marcia. Questa configurazione ridotta è stata mantenuta per garantire alle maestranze il margine di spazio necessario a completare le lavorazioni in sicurezza.

Come confermato dall'Assessorato alla Mobilità, con il completamento delle scocche — previsto entro 10-15 giorni — si procederà all'attivazione della terza corsia di marcia. L'infrastruttura sarà così configurata a regime con due corsie in direzione Bellariva e una corsia verso Gavinana.

Un'opera strategica per la rete viaria di Firenze

Il completamento del Ponte Nencioni riveste un ruolo di primaria importanza nel quadro complessivo della mobilità urbana. La disponibilità della terza corsia si rivelerà fondamentale nelle prossime settimane per assorbire ed equilibrare i flussi di traffico in vista dei programmati interventi di manutenzione straordinaria e consolidamento che interesseranno il vicino Ponte da Verrazzano.

Fonte: La Nazione

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lunedì 12 ottobre 2026

Tramvia Firenze: il parere dell'Ordine degli Ingegneri sul bilancio ambientale delle linee 3.2.1 e 3.2.2. (NTF2614)

Vista aerea di Viale Lavagnini a Firenze con la nuova sede tranviaria in costruzione e un convoglio in transito.

Un tratto della rete tranviaria fiorentina: secondo l'Ordine degli Ingegneri, il bilancio ambientale complessivo delle nuove linee è positivo grazie alla riduzione delle emissioni.

Dall'emotività ai dati: il parere dell'Ordine degli Ingegneri sulle nuove linee tranviarie

Nel pieno del dibattito cittadino legato ai cantieri, alle modifiche della viabilità e alle inevitabili preoccupazioni per la tutela del verde pubblico lungo i tracciati delle linee 3.2.1 (Bagno a Ripoli) e 3.2.2 (Rovezzano), l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze è intervenuto per offrire un quadro tecnico e oggettivo della situazione. Attraverso le parole del coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia, Ing. Stefano Corsi, l'analisi sposta il fuoco dall'emotività della protesta alla pianificazione scientifica dell'infrastruttura.

Il bilancio ambientale: perché l'opera risulta positiva

Valutare la costruzione di una nuova linea tramviaria esclusivamente attraverso la rimozione temporanea o definitiva delle alberature mature offre una prospettiva parziale. Secondo l'Ordine degli Ingegneri, l'intervento va ponderato integrando tre fattori chiave:

  • Le trasformazioni del patrimonio arboreo e le nuove piantumazioni previste dai progetti esecutivi.
  • La qualità agronomica e la manutenzione nel tempo, ricordando che i giovani alberi necessitano di cure mirate per sostituire le funzioni ecologiche delle piante storiche.
  • Il taglio strutturale delle emissioni di CO2 garantito dal trasferimento modale, ovvero dai passeggeri che scelgono di abbandonare l'automobile privata per affidarsi al trasporto pubblico.

Su questa scala d'insieme, il saldo ecologico a regime dell'intera opera risulta chiaramente positivo.

Ripensare lo spazio urbano e la mobilità sostenibile

Un altro aspetto cruciale sottolineato dagli ingegneri riguarda la redistribuzione dello spazio pubblico. La riduzione della pressione del traffico veicolare privato lungo le grandi direttrici offrirà nel tempo l'opportunità di ripensare le superfici oggi destinate alla sosta e al transito delle auto, restituendole alla vivibilità dei quartieri, alla mobilità pedonale e a nuove aree verdi. Tuttavia, viene ribadito un principio fondamentale: la sola tramvia non basta; occorre che l'Amministrazione accompagni il potenziamento dei binari con scelte urbanistiche coerenti e coraggiose.

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Tramvia Firenze e alberature sulla linea 3.2.2: Il video dell'assessore (Comune di Firenze) Andrea Giorgio e la nostra posizione (NTF2613).


Nelle ultime ore l'Assessore Andrea Giorgio ha pubblicato un intervento video per fare il punto sui cantieri, sul bilancio ambientale e sulle alberature lungo i nuovi tracciati tranviari, rispondendo alle preoccupazioni sollevate da cittadini e comitati.
Abbiamo analizzato nel dettaglio le dichiarazioni e riteniamo corretto evidenziare alcuni punti chiave dal punto di vista della pianificazione tecnica:

🌳I correttivi di tracciato:

Ammettere che la progettazione esecutiva è stata modificata in corso d'opera (come gli interventi per stringere i passaggi dei tunnel a Don Minzoni, l'innalzamento della sede presso lo stadio o le varianti al Gignoro per preservare le alberature esistenti) dimostra che la pressione civica e il confronto tecnico servono a migliorare i progetti mitigandone l'impatto.

📏 Il bilancio arboreo e le sostituzioni:

Sull'asse di Viale dei Mille l'intervento si concentra in modo mirato in prossimità delle fermate e delle bocche di galleria (Piazza delle Cure), dove i vincoli geometrici, di cantiere e dei sottoservizi rendono inevitabile la sostituzione con esemplari arborei di grandi dimensioni già pronti per la piantumazione.

🚆 La questione del passaggio sui binari ferroviari:

Sulla proposta alternativa di far correre la tramvia lungo la ferrovia pesante, l'argomentazione coglie nel segno: la tramvia nasce per essere un servizio capillare "di vicinato", che entra nel tessuto urbano e serve direttamente case, attività e flussi pedonali quotidiani. Spostarla su corridoi ferroviari esterni snaturerebbe la sua funzione di mobilità diffusa.

La nostra posizione resta la stessa:

Un'infrastruttura di trasporto pubblico ecologica come la tramvia non deve essere vista come "nemica del verde", ma l'amministrazione ha il dovere di garantire la massima trasparenza sui cronoprogrammi, sulle schede fitosanitarie e sulla certezza dei reimpianti promessi.
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sabato 10 ottobre 2026

Cantieri Tramvia Firenze: Come Cambiano Viabilità e Bus a Gavinana e nei Viali Mille e Malta

Mappa e rendering dei cantieri della tramvia di Firenze per le linee 3.2.1 a Gavinana e 3.2.2 nei viali Mille e Malta

Avanzamento cantieri tranviari a Firenze: nuove deviazioni e modifiche bus a Gavinana (Linea 3.2.1) e lavori propedeutici nei Viali Mille e Malta (Linea 3.2.2).

I cantieri per l'espansione della rete tranviaria di Firenze compiono un importante passo in avanti. A partire dalla metà di ottobre 2026, la viabilità e il servizio di Trasporto Pubblico Locale (TPL) subiranno significative riorganizzazioni sia nel quadrante sud-est per la Linea 3.2.1 (Piazza Gavinana), sia nel Quartiere 2 per i lavori propedeutici della Linea 3.2.2 (Libertà – Rovezzano).

Linea 3.2.1: la nuova viabilità e le deviazioni BUS a Gavinana

Per consentire la realizzazione della nuova fermata della tramvia all'altezza di piazza Gavinana, da giovedì 15 ottobre (con allestimenti al via dalle ore 21:00 di mercoledì 14) entra in vigore un nuovo assetto viario definitivo per la durata del cantiere:

  • Sensi unici: Via Coluccio Salutati e via Giovanni dalle Bande Nere diventano a senso unico di marcia verso piazza Gualfredotto.
  • Inversione di marcia: Via di Ricorboli cambia senso, diventando percorribile da lungarno Ferrucci verso via Gian Paolo Orsini.
  • Lavori notturni preliminari: Da lunedì 12 a mercoledì 14 ottobre (orario 21:00-06:00), via Bande Nere sarà interessata da ripristini della carreggiata a tratti con senso unico verso piazza Gualfredotto.

Le variazioni di viabilità impattano direttamente sulle linee bus 8 e 23 di Autolinee Toscane:

  • In uscita città: I bus percorreranno via Orsini ➔ via di Ricorboli ➔ via Salutati ➔ piazza Gavinana ➔ via Bande Nere ➔ piazza Gualfredotto ➔ via Datini.
  • In direzione centro: L'itinerario passerà da piazza Gualfredotto ➔ via Lapo da Castionchio ➔ via di Villamagna ➔ piazza Ravenna ➔ lungarno Ferrucci ➔ via di Ricorboli ➔ piazza Ferrucci.
  • Fermate: Vengono istituite due nuove fermate verso il centro in via di Villamagna e in lungarno Ferrucci, con la contestuale soppressione della fermata di via Bande Nere.

Piano sosta residenti e parcheggi di interscambio

Per mitigare la riduzione dei posti auto legata ai cantieri di Gavinana, l'amministrazione comunale e i gestori hanno attivato diverse soluzioni di sosta gratuita per i residenti autorizzati:

  • Parcheggio Unicoop Gavinana: 260 posti al secondo piano interrato (ingresso via Traversari) disponibili gratuitamente dalle 19:00 alle 09:00.
  • Parcheggio Publiacqua: 80 posti in via Villamagna 29 gratuiti dal lunedì al venerdì (19:00-07:30) e senza limiti di orario nel fine settimana.
  • Parcheggi scambiatori a Bagno a Ripoli: Oltre 800 posti gratuiti H24 presso i parcheggi di viale Europa e via Pian di Ripoli.

Linea 3.2.2: cantieri propedeutici nei Viali Mille e Malta

Contestualmente proseguono le operazioni preliminari per la realizzazione della tratta verso Rovezzano:

  • Viale Malta: Restringimenti di carreggiata, senso unico alternato e divieti di sosta nel tratto all'altezza di largo Gennarelli, attivi nella fascia oraria 09:00-17:00 fino al 5 novembre.
  • Viale dei Mille: Interventi notturni (dalle 21:00 alle 05:00) dal 12 al 14 ottobre con divieti di sosta nei tratti via Pilo - via dei Sette Santi e via Bixio - civico 36.

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venerdì 9 ottobre 2026

Tramvia Linea 3.2.2: Manifestazione in Viale dei Mille e Reazioni su Alberi e Cantieri (NTF2612)

Corteo di protesta in viale dei Mille contro il taglio degli alberi per la Linea 3.2.2 della tramvia di Firenze con striscione Alberi senza bandiere

Manifestazione in viale dei Mille contro l'abbattimento delle alberature per la costruzione della Linea 3.2.2 della tramvia (Libertà - Campo di Marte - Rovezzano).

Il progetto della Linea 3.2.2 della tramvia di Firenze (tratta Libertà – Campo di Marte – Rovezzano) entra al centro del dibattito cittadino con una grande mobilitazione di piazza e una serie di reazioni contrastanti tra comitati, commercianti, sindacati, associazioni ambientaliste e forze politiche.

Il nodo centrale dell'analisi riguarda la gestione dei cantieri e, soprattutto, il previsto abbattimento di circa 428 alberi lungo il tracciato, oltre alla perdita di posti auto e all'impatto complessivo sulla viabilità del Quartiere 2.

La protesta dei comitati e dei commercianti in viale dei Mille

I comitati cittadini (tra cui Ribella Firenze e Aria Nuova per Firenze) hanno promosso una manifestazione apartitica che ha visto sfilare centinaia di persone da piazza delle Cure lungo viale dei Mille, vestite di verde e guidate dallo striscione "Alberi senza bandiere".

Le principali istanze avanzate dalla piazza riguardano:

  • Tutela del patrimonio arboreo: richiesta di salvare le alberature mature lungo i viali interessati dal passaggio dei binari.
  • Impatto sulle attività commerciali: forte preoccupazione espressa dai negozianti di viale Duse e viale dei Mille per la perdita dei parcheggi, l'accessibilità della clientela e i tempi di durata dei cantieri.
  • Gestione dei flussi dello Stadio Franchi: perplessità espresse sul coordinamento tra il servizio tranviario e la gestione della sosta/afflusso dei tifosi nei giorni delle partite di calcio.

La posizione del Sindacato: completamento come priorità strategica

Di segno opposto la presa di posizione congiunta di CGIL Firenze e Filt CGIL, che ribadiscono la necessità imprescindibile di completare l'intera rete di TPL su ferro.

Secondo le sigle sindacali, la linea per Rovezzano rappresenta l'ossatura fondamentale del trasporto metropolitano per ridurre il traffico privato, abbattere le emissioni e garantire il diritto alla mobilità per lavoratrici e lavoratori, sollecitando al contempo tempi certi per i cantieri.

Gli ambientalisti: sì alla tramvia con tutela e ripiantumazione del verde

L'Alleanza fiorentina per la giustizia ecologica, sociale e climatica (composta da Legambiente, WWF, FIAB, Extinction Rebellion, Progetto Firenze e altre associazioni) ha ribadito che la tramvia è un'opera indispensabile per la transizione ecologica e il miglioramento della qualità dell'aria.

Le associazioni chiedono un confronto con il Comune per ottimizzare le scelte progettuali, ridurre al minimo i tagli delle piante esistenti (sull'esempio di quanto fatto in piazza Beccaria) e garantire un piano di ripiantumazione efficace, evitando contrapposizioni tra verde urbano e mobilità sostenibile.

Il dibattito politico in Consiglio Comunale

La manifestazione ha registrato la partecipazione di consiglieri di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Lista Schmidt) e di Sinistra Progetto Comune, con posizioni articolate tra chi contesta la scelta del tracciato e chi chiede di salvaguardare le alberature pur sostenendo l'opera.

Dai banchi di Italia Viva – Casa Riformista, i consiglieri Casini e Grazzini hanno sottolineato la necessità di andare avanti con il progetto senza bloccare lo sviluppo della rete, chiedendo però un impegno stringente della giunta su ristori commerciali, percorsi pedonali sicuri e nuove alberature di alta qualità.

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Rivoluzione Bus a Bagno a Ripoli: Come Cambiano le Linee 23, 31 e 32 con la Tramvia (NTF2611)

Integrazione bus e tramvia a Bagno a Ripoli con rendering della fermata della Linea 3.2.1 e autobus Autolinee Toscane

Riorganizzazione del trasporto pubblico locale a Bagno a Ripoli: le linee 23, 31 e 32 si trasformano in navette circolari e adduzione verso il capolinea della tramvia.

Con i cantieri della nuova Linea 3.2.1 (Libertà / Bagno a Ripoli) in fase di avanzamento, il sistema della mobilità di superficie a Bagno a Ripoli e nel quadrante sud-est di Firenze si prepara a una vera e propria rivoluzione. Come annunciato dall'amministrazione comunale, le storiche linee di autobus 23, 31 e 32 cambieranno completamente per convertirsi in un sistema integrato di adduzione gomma-ferro.

L'arrivo della tramvia consentirà infatti di liberare chilometri di percorsi di autobus sovrapposti lungo le direttrici principali, riallocando le risorse per aumentare la frequenza dei collegamenti verso le frazioni collinari e i poli sanitari del territorio.

Le nuove linee: circolari 31 e 32 e collegamento a "mezza luna"

Il piano di rimodulazione del TPL di superficie si articola su tre direttrici principali previste nel piano di adduzione:

  • Navette circolari 31 e 32: I collegamenti da Grassina e Antella non proseguiranno più in parallelo verso il centro di Firenze, ma funzioneranno a ciclo continuo da e per il capolinea del tram in viale Europa.
  • Linea a "mezza luna" per l'Ospedale: Verrà istituito un raccordo circolare tra Sorgane, il capolinea tranviario, La Fonte, Osteria Nuova e Antella, per garantire l'accesso diretto all'Ospedale Santa Maria Annunziata da entrambi i versanti del comune.
  • Potenziamento per le frazioni: Le linee collinari (48 e 49) vedranno un incremento delle corse negli orari di punta scolastici e lavorativi a servizio di Vallina, Villamagna, Case di San Romolo, Capannuccia e Quarate.

La sfida dell'interscambio e la rottura di carico

Dal punto di vista della tecnica dei trasporti, l'eliminazione dei bus paralleli è una scelta obbligata per ottimizzare le risorse del TPL e non generare sovrapposizioni inutili. Tuttavia, la riuscita complessiva del sistema dipenderà interamente dalla **fluidità dell'interscambio** al capolinea di viale Europa e a Sorgane.

Per evitare che la "rottura di carico" (il passaggio obbligato da bus a tram) sia percepita come un disservizio dai residenti delle frazioni, sarà indispensabile garantire **frequenze elevate, orari sincronizzati e fermate d'interscambio coperte e confortevoli**.

Il piano preliminare sarà presentato e discusso con i cittadini e gli utenti in un incontro pubblico programmato per lunedì 19 ottobre alle ore 21:00 presso la Sala Ruah a Bagno a Ripoli.

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giovedì 8 ottobre 2026

No della CISL al People Mover TAV: Perché Sovraccaricare la Tramvia T2 è un Errore Tecnico (NFT2610)

Locandina CISL Toscana contro il People Mover TAV e a favore dell'integrazione tranviaria a Firenze

Il dibattito sul collegamento tra la futura stazione dell'Alta Velocità Belfiore/Foster e lo snodo di Santa Maria Novella si arricchisce di un nuovo capitolo. In un recente intervento su La Nazione, la FIT-CISL Toscana si è detta nettamente contraria alla realizzazione del People Mover, definendolo un "doppione costoso" della Linea T2 e citando l'esperienza del Pisa Mover come modello fallimentare. Il sindacato propone invece l'uso della tramvia T2, il potenziamento del nodo di Circondaria e una serie di tapis roulant sopraelevati lungo i 960 metri che separano i due comparti.

Come osservatori tecnici e indipendenti della mobilità cittadina, riteniamo che l'analisi della CISL, pur evidenziando criticità reali sui costi delle grandi opere, lasci scoperti snodi trasportistici fondamentali che rischiano di compromettere l'efficienza dell'intera rete.

1. Il rischio saturazione per la Linea T2

La Linea T2 della tramvia è già oggi fortemente sollecitata dai pendolari del quartiere di Novoli e dai flussi turistici in viaggio da e per l'Aeroporto Amerigo Vespucci. Caricare su questa stessa linea le centinaia di passeggeri in arrivo simultaneamente dai treni AV, muniti di valigie e trolley ingombranti, significa creare un collo di bottiglia insostenibile.

Senza contare la prospettiva futura: con il prolungamento della Linea T2 verso il Polo Scientifico e Sesto Fiorentino, i volumi di passeggeri della linea aumenteranno ulteriormente. Usare la T2 come "navetta di scambio" tra Foster e SMN rischia di provocare la saturazione prematura dell'infrastruttura, penalizzando sia i residenti fiorentini che i viaggiatori dell'Alta Velocità.

2. I tempi reali del tapis roulant e l'errore sul Pisa Mover

La controproposta della CISL punta fortemente su un percorso pedonale meccanizzato di circa 960 metri. Tuttavia, i numeri smentiscono l'efficacia di questa scelta per un hub ad alta frequentazione:

  • Velocità e tempi: Un tapis roulant viaggia per norma di sicurezza a circa 2,7 km/h. Un passeggero fermo sul nastro con valigie pesanti impiega oltre 21 minuti per coprire la distanza, un tempo inaccettabile per chi deve prendere una coincidenza ferroviaria stretta.
  • Un modello di gestione sbagliato: L'errore del Pisa Mover non risiede nella tecnologia della navetta ad alta capacità, ma nel modello tariffario (6,50€ per poche centinaia di metri) nato per sostituire una ferrovia esistente.

La soluzione non è rinunciare a un collegamento rapido, ma progettare un vero "ascensore orizzontale" ad alta capacità, interno allo stesso nodo ferroviario e completamente gratuito o integrato nei biglietti dell'Alta Velocità e dei treni Regionali.

Un dubbio di fondo sulla visione della mobilità

Incanalare forzatamente i flussi dell'Alta Velocità sul trasporto tramviario urbano significa trasferire le criticità dell'infrastruttura ferroviaria sul sistema di superficie cittadino. Per unire due componenti del medesimo hub serve un collegamento rapido, dedicato e autonomo... a meno che lo scopo di queste proposte non sia, paradossalmente, quello di disincentivare e mandare in crisi l'uso della tramvia stessa.

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mercoledì 7 ottobre 2026

Tramvia Firenze Linea 3.2.2: Cantieri alle Cure e Riorganizzazione del Mercato (NTF2609)

Incontro tra Comune di Firenze e ambulanti del Mercato delle Cure per i cantieri della tramvia Linea 3.2.2

Il mercato rionale sotto la tettoia di Piazza delle Cure, area interessata dai futuri cantieri della Linea 3.2.2 della tramvia di Firenze.

L’imminente avvio delle operazioni per la nuova Linea 3.2.2 (Libertà - Campo di Marte - Rovezzano) entra nella fase operativa di confronto con il tessuto economico locale. Al centro dell'attenzione c'è il Mercato rionale di Piazza delle Cure, uno dei presidi commerciali e sociali più frequentati del quartiere, la cui porzione coperta sotto la tettoia diventerà area di cantiere per la realizzazione della tramvia.

A seguito dei recenti sopralluoghi e degli incontri svolti dall'Amministrazione comunale con le rappresentanze degli ambulanti e le associazioni di categoria, sono emersi i primi orientamenti per garantire la convivenza tra l'infrastruttura e le attività di vendita.

Le soluzioni per il settore alimentare e i banchi della tettoia

Per i banchi del settore alimentare e dell'ortofrutta che attualmente occupano lo spazio sotto la tettoia, l'ipotesi operativa allo studio prevede un trasferimento temporaneo nell'area del parcheggio situato sul retro del mercato. Per tutelare la continuità del servizio e la fruibilità da parte della clientela, il progetto prevede:

  • L'allestimento di una tecnostruttura di copertura per la protezione dagli agenti atmosferici.
  • L'installazione di pannelli di separazione anti-polvere e anti-rumore, decorati per mantenere l'identità visiva del mercato.

Confronto in corso per i banchi di abbigliamento e generi vari

Resta aperto il tavolo di confronto per i circa 35 banchi del settore non alimentare situati all'esterno della struttura coperta. Le associazioni di categoria e gli operatori hanno espresso la forte volontà di mantenere l'unità del mercato, evitando frammentazioni del polo commerciale rionale e monitorando con attenzione l'impatto sulla viabilità di zona.

Parallelamente, gli ambulanti hanno richiesto di programmare gli scavi prioritariamente da via Berchet, con l'obiettivo di preservare l'operatività del mercato durante la stagione commerciale natalizia.

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martedì 6 ottobre 2026

Linea 3.2.1 tramvia di Firenze: modifica ai cantieri ed alla viabilità in Piazza Beccaria, Viale Europa e Viale Giannotti dal 07/10/2026

 


🚧 CANTIERI LINEA 3.2.1: NOVITÀ DA DOMANI IN PIAZZA BECCARIA, VIALE GIANNOTTI E VIALE EUROPA

Fonte: COMUNICATO COMUNE DI FIRENZE
Aggiornamento importante sui cantieri per Bagno a Ripoli. Da domani, mercoledì 7 ottobre, scattano nuove modifiche alla viabilità e lavorazioni notturne in tre snodi chiave:

1️⃣ PIAZZA BECCARIA (da mercoledì 7 a venerdì 30 ottobre)

Avanzamento cantiere lato centro: chiusa la corsia lato edifici dall'incrocio con via Manzoni (che resta esclusa e percorribile).

Impatto: Borgo La Croce diventa strada senza sfondo verso la piazza.

Per chi proviene da viale Gramsci: obbligo di svolta a destra in via Manzoni.

2️⃣ VIALE GIANNOTTI - POSA BINARI (Lavorazioni notturne 21:00 - 03:00)

Nei giorni di martedì, giovedì e venerdì (fino a fine mese) scarico rotaie e getto di calcestruzzo.

Impatto: chiusa la direttrice in uscita città dal civico 72 (altezza piazza del Bandino).

Deviazione: i veicoli usano la corsia di destra per immettersi in via di Ripoli e proseguire sulla viabilità ordinaria.

3️⃣ VIALE EUROPA (da giovedì 8 ottobre)

Nel tratto tra via Erbosa e piazza Nencini il cantiere si sposta al centro della carreggiata per realizzare la sede tranviaria. Resta 1 corsia per senso di marcia ai lati.

🚦 Attenzione: dalle 21:00 di lunedì 12 ottobre verrà smontata la rotatoria di piazza Nencini e si accenderà un impianto semaforico per gestire l'incrocio.

Prestare attenzione alla segnaletica in cantiere e pianificare i percorsi alternativi nelle ore di punta.

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