giovedì 19 febbraio 2026

Lo scontro tra i firmatari della "lettera dei Noboli" e l'Amministrazione Comunale. La tramvia c'entra eccome


Quello che segue è la sintesi dell'intervento del Prof. Gattai per conto dei Nobili fiorentini autori della ormai famosa lettera e la risposta dell'assessore alla mobilità Andrea Giorgio. Entrambi i testi apparsi sul quotidiano "La Nazione Firenze"

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Firenze 2026: Scontro sul Futuro della Città. Tra "Rivolta dei Nobili" e Progetti di Trasformazione

FIRENZE – Il dibattito sull'urbanistica fiorentina si infiamma. Al centro della contesa non ci sono solo planimetrie e regolamenti, ma due idee di città diametralmente opposte. Da un lato il Professor Roberto Budini Gattai, voce della cosiddetta "rivolta dei nobili", che denuncia un declino identitario; dall'altro l'Assessore Andrea Giorgio, che difende la visione di una Firenze moderna, dinamica e interconnessa.

L’Atto d’Accusa di Budini Gattai: "Una città svenduta e senza voce"

Per Budini Gattai, Firenze sta attraversando una crisi democratica e urbanistica senza precedenti. Il professore lamenta una mancanza di ascolto da parte dell'amministrazione, sostenendo che cittadini e professionisti siano ormai esclusi dalle decisioni reali.

Il giudizio sulla trasformazione fisica della città è severissimo:

  • Identità perduta: Il centro storico appare "ingessato", dominato da affitti turistici (i "numerini sui campanelli") e privo di botteghe artigiane.

  • Urbanistica al servizio del mercato: Casi come il "cubo nero" sarebbero il simbolo di una pianificazione assente, dove i grandi fondi d'investimento dettano le regole al posto del Comune.

  • Le "Grandi Opere" del dissenso: Gattai inserisce Tramvia, TAV e Aeroporto nella lista nera delle infrastrutture che rovinano la città. In particolare, definisce il sistema tramviario attuale come "vecchio e rumoroso", citando modelli europei più avanzati.

"Le periferie resteranno sempre tali perché il fare città s’impara dal centro storico," afferma Gattai, criticando la strategia della Giunta di puntare su giardini e piscine nei quartieri marginali senza una visione d'insieme.

La Replica di Andrea Giorgio: "La Tramvia è democrazia, non vogliamo una città-museo"

Non si è fatta attendere la risposta dell'Assessore Andrea Giorgio, che respinge le accuse definendole frutto di una "provinciale retorica" e di una visione miope che vorrebbe tenere Firenze immobile.

L'assessore difende con forza la Tramvia, cuore pulsante del progetto politico dell'amministrazione:

  • Unire la città: Lo slogan "uniamo la città" non è solo marketing, ma l'obiettivo di abbattere le distanze tra centro e rioni come Novoli, l'Isolotto o le Piagge.

  • Mobilità democratica: Per Giorgio, la tramvia è l'opera più "democratica" possibile, poiché migliora la vita di chi ha più bisogno, trasformando i parcheggi per auto in spazi vissuti.

  • Contro l'auto-contemplazione: L'assessore critica chi vorrebbe una Firenze ferma a "cercare se stessa nei quadri dei musei", rivendicando la necessità di trasformare la città per renderla viva e inclusiva.

"Non vorrei che l'obiettivo fosse relegare Firenze in un passato di autocontemplazione," ribatte Giorgio. "La città è per tutti, non solo per alcuni."


Due Visioni a Confronto

TemaVisione Budini Gattai (Critica)Visione Andrea Giorgio (Amministrazione)
TramviaMezzo obsoleto, rumoroso e dannoso per l'estetica.Strumento di democrazia e connessione sociale.
UrbanisticaGestita da fondi finanziari; centro storico svuotato.Fare città significa trasformare e creare nuovi servizi.
PartecipazioneFormale e non deliberativa; cittadini inascoltati.Rapporto aperto con il sapere, ma bisogna "fare".
SviluppoRitorno al restauro e alla tutela identitaria.Firenze policentrica che guarda al futuro.

Il confronto resta aperto. Mentre le sottoscrizioni per il movimento di Budini Gattai proseguono, l'amministrazione tira dritto sui cantieri, convinta che il giudizio finale spetterà ai fiorentini che ogni giorno utilizzano i nuovi servizi. La domanda rimane: Firenze deve essere un gioiello da conservare sotto una teca o un organismo vivente capace di mutare pelle?