mercoledì 25 febbraio 2026

Ponte stradale a supporto della linea 3.2.1: venerdì 27 febbraio il varo del nuovo ponte tra Bellariva e il parco dell’Anconella

È stato programmato per venerdì mattina il cosiddetto “varo strutturale” del nuovo ponte sull’Arno tra Bellariva e il Parco dell’Anconella. Si tratta del posizionamento dell’impalcato realizzato nel cantiere lato Anconella che andrà a poggiare tra la pila realizzata nell’alveo del fiume e la spalla.

L’intervento consiste nel caricamento della struttura di 140 metri su carrelloni speciali e nella successiva rototraslazione: l’impalcato verrà progressivamente spostato e ruotato fino a raggiungere la posizione prevista. Le operazioni inizieranno indicativamente dopo le 8.00 e si concluderanno nell’arco della mattinata. 

Il programma delle operazioni sarà confermato ufficialmente domani.

Per i cittadini interessati ad assistere alle operazioni (l’orario migliore è dalle 9.30 in poi, ndr) sono state individuate due aree: uno spazio sul Ponte da Verrazzano delimitato da transenne (con raccomandazione di non sostare con le auto sul ponte); il giardino intitolato a Tina Anselmi su lungarno Colombo. 

Qualche info sul completamento del ponte 

Per circa un mese e mezzo la struttura resterà a sbalzo sull’Arno, leggermente rialzata rispetto alla quota definitiva, con il cosiddetto “becco” sollevato. L’impalcato posizionato rappresenta circa due terzi dell’opera complessiva. Sul lato nord (Bellariva) è infatti in fase di montaggio la parte finale in acciaio, il cosiddetto “becco”. Una volta completata questa porzione, verrà varata anche la porzione conclusiva di circa 20 metri che consentirà di chiudere definitivamente l’impalcato. Seguiranno le operazioni di saldatura e le finiture strutturali. 

Il ponte è a tre corsie, ma in una prima fase ne verranno aperte due, per consentire il completamento di ulteriori lavorazioni strutturali e del rivestimento superiore. Quest’ultimo sarà realizzato mediante una struttura tecnica denominata “by bridge”, necessaria per il montaggio del controsoffitto. 

Alcuni dettagli sul nuovo ponte

Il ponte ha una pila e due campate con una sezione trasversale di 17,45 m e una lunghezza complessiva di circa 180 metri, con luci parziali fra gli appoggi di circa 100 e 80 metri.

La prima campata è la più lunga e va dalla sponda nord del fiume sul lato di Bellariva al pilone sull’Arno posto a pochi metri dalla riva sud. La pila sull’acqua è orientata sulla direzione del flusso del fiume.

La seconda campata di 79 metri è posta in corrispondenza del parco dell’Albereta sulla riva sud del fiume. Il ponte lo oltrepassa con un arco che ha un’altezza all’intradosso di circa 7 metri, lasciando completamente libero il passaggio e garantendo oltre alla fruibilità anche la continuità del parco.

Il nuovo ponte è composto da piloni in cemento armato gettato in opera; la struttura dell’impalcato è costituito da travi in acciaio e soletta dell’impalcato in cemento armato con cassero in acciaio. I fianchi sono rivestiti da pannelli di GRC (cemento rinforzato con fibre di vetro utilizzato per i rivestimenti), le balaustre sono in acciaio verniciato di colore grigio, costituite da montanti verticali in tubolari squadrati; il corrimano continuo avrà sezione rettangolare.  L’illuminazione generale sarà molto leggera e illuminerà le sottocampate; un’illuminazione lineare integrata nelle balaustre illuminerà i marciapiedi laterali del percorso ciclopedonale; l’illuminazione stradale sarà garantita da torri faro. Sul lato nord è previsto il ripristino del paramento murario in pietra sotto il piede di appoggio della prima campata, riqualificando l’attuale sentiero pedonale.

La sezione stradale è costituita da due marciapiedi laterali pedonali-ciclabili e da tre corsie carrabili, due in direzione nord (verso parco di Bellariva e Lungarno Colombo) ed una in direzione sud (verso il parco dell’Albereta e via di Villamagna).

Al di sotto dell’impalcato su entrambe le sponde è presente una carreggiata di 5 metri di altezza per 4,5 metri di larghezza, in modo da garantire il passaggio dei mezzi di sicurezza e di manutenzione e sorveglianza idraulica. Nelle aree verdi ai lati del ponte sono previste nuove sedute e aree picnic.

Sul lato sud (Albereta) il progetto prevede alcune modifiche all’attuale parco. Gli interventi più significativi sono lo spostamento già avvenuto di un campo da tennis dall’area di innesto del nuovo ponte all’area del vecchio bocciodromo. Al suo posto sarà realizzato ex novo di uno skate-park. Il viale interno al parco sarà ripavimentato con l’utilizzo di asfalto cemento architettonico pigmentato color terra al posto dell’asfalto. Previsto anche lo spostamento del percorso ciclo-pedonale fra via di Villamagna e il fiume in modo da creare una fascia verde con alberatura continua per schermare la recinzione dell’area di Publiacqua e mitigarne l’impatto visivo. E ancora un percorso ciclo-pedonale di raccordo fra il nuovo ponte e il viale interno del parco e l’inserimento di nuovi elementi di arredo urbano (sedute, illuminazione pubblica, aree di sosta-picnic, cestini dell’immondizia). Infine, nel progetto anche una nuova banchina di attracco e varo di mezzi fluviali leggeri. Il tratto di percorso pedonale verrà ripristinato in terra stabilizzata e arredato con sedute.

Fonte testo: Comune di Firenze

La Nazione si schiera apertamente per la tramvia e la cosa ci fa enormemente piacere

 

Nonostante la sua dichiarata indipendenza, la vicinanza dello storico quotidiano al centrodestra — storicamente ostile al tram Sirio — è spesso evidente. Tuttavia, l'editoriale non firmato, siglato semplicemente "La Redazione di Firenze" e intitolato "Un ritorno al passato che guarda al futuro", esprime un chiaro sostegno alla rete tramviaria, proprio mentre l'infrastruttura è oggetto di nuovi attacchi in Consiglio Comunale.

Questa presa di posizione non può che far piacere: a me, semplice appassionato dell'opera, così come ai tanti utenti che ne apprezzano i vantaggi quotidiani e ai tecnici impegnati a estendere il servizio per abbattere traffico e smog. Per ragioni di copyright non posso riportare il testo integrale, ma trovate il link di seguito. Buona lettura.

La Nazione Firenze


martedì 24 febbraio 2026

Scontro Totale in Palazzo Vecchio: Mossuto (Lega) vs assessore Giorgio (PD) su traffico, tramvia e consulenze.


Il Question Time sulla tramvia si è trasformato in un corpo a corpo verbale tra il capogruppo della Lega, Guglielmo Mossuto, e l'assessore alla mobilità Andrea Giorgio. Ecco i passaggi salienti del botta e risposta che sta infiammando il dibattito cittadino.

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MOSSUTO

Mossuto apre il fuoco citando i dati del traffico (113 ore l'anno perse in auto dai fiorentini) e mette nel mirino la pianificazione della giunta:

"Si interroga se questo sia l'esito di una pianificazione seria o l'ennesima conferma di un totale fallimento. Dove sta il famoso super consulente manager al traffico entrato a settembre 2025, profumatamente pagato, che doveva risolvere il problema? Non ne ho mai sentito parlare."

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 GIORGIO

L'assessore Giorgio non si scompone, rivendica il lavoro tecnologico della Smart City Control Room e lancia una stoccata personale sull'uso (o mancato uso) della tramvia da parte del consigliere:

"Lei avversa la tramvia in ogni contesto, quella che mi dice non ha mai preso, sebbene fermi a pochi metri dal tribunale dove lei è spesso o dal suo studio dove fa quei video divertenti in cui mi cita costantemente. Chiediamo in media 12 secondi al giorno in più ai fiorentini per realizzare la linea 3.2.1, convinti che sia il modo migliore per risolvere il problema."

Sul consulente (il Prof. Ciurnelli), l'assessore punge con ironia:

"Ci sta dando una mano e presenterà il quadro conoscitivo. Non abbiamo chiamato il Mago Otelma: finché circolano 300.000 auto e non c'è un'alternativa rapida, il traffico rimarrà lo stesso."

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MOSSUTO

La chiusura di Mossuto è al vetriolo, tra ironia sul "Mago Giorgio" e critiche al decoro dei mezzi pubblici:

"Andiamo un giorno a prendere la tramvia insieme. Vediamo se troviamo un posto a sedere o se è pieno... e vediamo la condizione dei sedili. Lei ha avuto bisogno dell'amministratore di sostegno [il consulente] da 170.000 euro l'anno? Con quei soldi la gente dovrebbe volare, invece perdiamo tempo. Lei abita su Marte, questa è la verità." 

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sabato 21 febbraio 2026

Video novità lavori linea 3.2.1 (Libertà - B. a Ripoli): Lungarno Colombo dal 21/02/2026


 

Linea T2 (zona VACS): Potatura delle piante dal 21/02/2026 in viale Don Minzoni

 


Nell’ambito della VACS sono iniziate stamani le potature delle piante in viale Don Minzoni con restringimenti e divieti di sosta tra piazza della Libertà e via Spaventa (lato numeri civici dispari). Le operazioni, in programma dalle 7 alle 17, continueranno anche domani con gli stessi provvedimenti.

Da lunedì 23 a venerdì 27 febbraio le potature interesseranno gli alberi sull’altro lato del viale con divieti di sosta (le operazioni si svolgeranno all'interno dell'area della sede tramviaria). Sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo, sempre orario 7-17, la conclusione delle potature lato numeri civici dispari.

Fonte testo: Comune di Firenze

Lavori Linea 3.2.1 (Libertà - B. a Ripoli): Nuova fase su Lungarno Colombo dal 21/02/2026

Procedono i lavori per la realizzazione della nuova linea tranviaria per Bagno a Ripoli. Martedì 24 febbraio dalle 21 scatterà la nuova fase dei lavori di sistemazione su lungarno Colombo (cantiere M) legati al nuovo ponte sull’Arno. Dal punto di vista della circolazione sarà istituito un restringimento di carreggiata sul lato Arno tra via della Bellariva e lungarno Aldo Moro. Per la viabilità in uscita città sarà a disposizione una corsia, nessuna modifica per l’ingresso verso il centro dove sono confermate due corsie. Questo assetto resterà in vigore per un mese.

Fonte testo: Comune di Firenze 

giovedì 19 febbraio 2026

Lo scontro tra i firmatari della "lettera dei Nobili" e l'Amministrazione Comunale. La tramvia c'entra eccome


Quello che segue è la sintesi dell'intervento del Prof. Gattai per conto dei Nobili fiorentini autori della ormai famosa lettera e la risposta dell'assessore alla mobilità Andrea Giorgio. Entrambi i testi apparsi sul quotidiano "La Nazione Firenze"

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Firenze 2026: Scontro sul Futuro della Città. Tra "Rivolta dei Nobili" e Progetti di Trasformazione

FIRENZE – Il dibattito sull'urbanistica fiorentina si infiamma. Al centro della contesa non ci sono solo planimetrie e regolamenti, ma due idee di città diametralmente opposte. Da un lato il Professor Roberto Budini Gattai, voce della cosiddetta "rivolta dei nobili", che denuncia un declino identitario; dall'altro l'Assessore Andrea Giorgio, che difende la visione di una Firenze moderna, dinamica e interconnessa.

L’Atto d’Accusa di Budini Gattai: "Una città svenduta e senza voce"

Per Budini Gattai, Firenze sta attraversando una crisi democratica e urbanistica senza precedenti. Il professore lamenta una mancanza di ascolto da parte dell'amministrazione, sostenendo che cittadini e professionisti siano ormai esclusi dalle decisioni reali.

Il giudizio sulla trasformazione fisica della città è severissimo:

  • Identità perduta: Il centro storico appare "ingessato", dominato da affitti turistici (i "numerini sui campanelli") e privo di botteghe artigiane.

  • Urbanistica al servizio del mercato: Casi come il "cubo nero" sarebbero il simbolo di una pianificazione assente, dove i grandi fondi d'investimento dettano le regole al posto del Comune.

  • Le "Grandi Opere" del dissenso: Gattai inserisce Tramvia, TAV e Aeroporto nella lista nera delle infrastrutture che rovinano la città. In particolare, definisce il sistema tramviario attuale come "vecchio e rumoroso", citando modelli europei più avanzati.

"Le periferie resteranno sempre tali perché il fare città s’impara dal centro storico," afferma Gattai, criticando la strategia della Giunta di puntare su giardini e piscine nei quartieri marginali senza una visione d'insieme.

La Replica di Andrea Giorgio: "La Tramvia è democrazia, non vogliamo una città-museo"

Non si è fatta attendere la risposta dell'Assessore Andrea Giorgio, che respinge le accuse definendole frutto di una "provinciale retorica" e di una visione miope che vorrebbe tenere Firenze immobile.

L'assessore difende con forza la Tramvia, cuore pulsante del progetto politico dell'amministrazione:

  • Unire la città: Lo slogan "uniamo la città" non è solo marketing, ma l'obiettivo di abbattere le distanze tra centro e rioni come Novoli, l'Isolotto o le Piagge.

  • Mobilità democratica: Per Giorgio, la tramvia è l'opera più "democratica" possibile, poiché migliora la vita di chi ha più bisogno, trasformando i parcheggi per auto in spazi vissuti.

  • Contro l'auto-contemplazione: L'assessore critica chi vorrebbe una Firenze ferma a "cercare se stessa nei quadri dei musei", rivendicando la necessità di trasformare la città per renderla viva e inclusiva.

"Non vorrei che l'obiettivo fosse relegare Firenze in un passato di autocontemplazione," ribatte Giorgio. "La città è per tutti, non solo per alcuni."


Due Visioni a Confronto

TemaVisione Budini Gattai (Critica)Visione Andrea Giorgio (Amministrazione)
TramviaMezzo obsoleto, rumoroso e dannoso per l'estetica.Strumento di democrazia e connessione sociale.
UrbanisticaGestita da fondi finanziari; centro storico svuotato.Fare città significa trasformare e creare nuovi servizi.
PartecipazioneFormale e non deliberativa; cittadini inascoltati.Rapporto aperto con il sapere, ma bisogna "fare".
SviluppoRitorno al restauro e alla tutela identitaria.Firenze policentrica che guarda al futuro.

Il confronto resta aperto. Mentre le sottoscrizioni per il movimento di Budini Gattai proseguono, l'amministrazione tira dritto sui cantieri, convinta che il giudizio finale spetterà ai fiorentini che ogni giorno utilizzano i nuovi servizi. La domanda rimane: Firenze deve essere un gioiello da conservare sotto una teca o un organismo vivente capace di mutare pelle?