Quello che segue è la sintesi dell'intervento del Prof. Gattai per conto dei Nobili fiorentini autori della ormai famosa lettera e la risposta dell'assessore alla mobilità Andrea Giorgio. Entrambi i testi apparsi sul quotidiano "La Nazione Firenze"
Firenze 2026: Scontro sul Futuro della Città. Tra "Rivolta dei Nobili" e Progetti di Trasformazione
FIRENZE – Il dibattito sull'urbanistica fiorentina si infiamma. Al centro della contesa non ci sono solo planimetrie e regolamenti, ma due idee di città diametralmente opposte. Da un lato il Professor Roberto Budini Gattai, voce della cosiddetta "rivolta dei nobili", che denuncia un declino identitario; dall'altro l'Assessore Andrea Giorgio, che difende la visione di una Firenze moderna, dinamica e interconnessa.
L’Atto d’Accusa di Budini Gattai: "Una città svenduta e senza voce"
Per Budini Gattai, Firenze sta attraversando una crisi democratica e urbanistica senza precedenti. Il professore lamenta una mancanza di ascolto da parte dell'amministrazione, sostenendo che cittadini e professionisti siano ormai esclusi dalle decisioni reali.
Il giudizio sulla trasformazione fisica della città è severissimo:
Identità perduta: Il centro storico appare "ingessato", dominato da affitti turistici (i "numerini sui campanelli") e privo di botteghe artigiane.
Urbanistica al servizio del mercato: Casi come il "cubo nero" sarebbero il simbolo di una pianificazione assente, dove i grandi fondi d'investimento dettano le regole al posto del Comune.
Le "Grandi Opere" del dissenso: Gattai inserisce Tramvia, TAV e Aeroporto nella lista nera delle infrastrutture che rovinano la città. In particolare, definisce il sistema tramviario attuale come "vecchio e rumoroso", citando modelli europei più avanzati.
"Le periferie resteranno sempre tali perché il fare città s’impara dal centro storico," afferma Gattai, criticando la strategia della Giunta di puntare su giardini e piscine nei quartieri marginali senza una visione d'insieme.
La Replica di Andrea Giorgio: "La Tramvia è democrazia, non vogliamo una città-museo"
Non si è fatta attendere la risposta dell'Assessore Andrea Giorgio, che respinge le accuse definendole frutto di una "provinciale retorica" e di una visione miope che vorrebbe tenere Firenze immobile.
L'assessore difende con forza la Tramvia, cuore pulsante del progetto politico dell'amministrazione:
Unire la città: Lo slogan "uniamo la città" non è solo marketing, ma l'obiettivo di abbattere le distanze tra centro e rioni come Novoli, l'Isolotto o le Piagge.
Mobilità democratica: Per Giorgio, la tramvia è l'opera più "democratica" possibile, poiché migliora la vita di chi ha più bisogno, trasformando i parcheggi per auto in spazi vissuti.
Contro l'auto-contemplazione: L'assessore critica chi vorrebbe una Firenze ferma a "cercare se stessa nei quadri dei musei", rivendicando la necessità di trasformare la città per renderla viva e inclusiva.
"Non vorrei che l'obiettivo fosse relegare Firenze in un passato di autocontemplazione," ribatte Giorgio. "La città è per tutti, non solo per alcuni."
Due Visioni a Confronto
| Tema | Visione Budini Gattai (Critica) | Visione Andrea Giorgio (Amministrazione) |
| Tramvia | Mezzo obsoleto, rumoroso e dannoso per l'estetica. | Strumento di democrazia e connessione sociale. |
| Urbanistica | Gestita da fondi finanziari; centro storico svuotato. | Fare città significa trasformare e creare nuovi servizi. |
| Partecipazione | Formale e non deliberativa; cittadini inascoltati. | Rapporto aperto con il sapere, ma bisogna "fare". |
| Sviluppo | Ritorno al restauro e alla tutela identitaria. | Firenze policentrica che guarda al futuro. |
Il confronto resta aperto. Mentre le sottoscrizioni per il movimento di Budini Gattai proseguono, l'amministrazione tira dritto sui cantieri, convinta che il giudizio finale spetterà ai fiorentini che ogni giorno utilizzano i nuovi servizi. La domanda rimane: Firenze deve essere un gioiello da conservare sotto una teca o un organismo vivente capace di mutare pelle?

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