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martedì 29 settembre 2026

Tramvia 3.2.2 Firenze: Scontro in Consiglio tra Consultazione e Legittimazione (NTF2603)

Tramvia Firenze: rendering del sottopasso delle Cure in viale don Minzoni

Linea 3.2.2: Viale Don Minzoni il sottopasso delle Cure

Nel Salone dei Duecento si è consumato un nuovo e acceso capitolo del dibattito politico e procedurale attorno alla realizzazione della Linea 3.2.2 (Libertà-Rovezzano). Al centro del botta e risposta tra il consigliere di opposizione Alessandro Sabatini e l'assessore alla Mobilità Andrea Giorgio si intrecciano temi cruciali per la pianificazione delle grandi opere pubbliche: la rappresentatività delle consultazioni cittadine, il valore delle scadenze procedurali e l'impatto effettivo dei cantieri.

Le richieste dell'opposizione: ricorsi, sondaggi e impatto dei cantieri

Il consigliere Sabatini ha richiesto formale sospensione dell'avvio dei cantieri della 3.2.2, motivando l'istanza sulla base di una serie di rilievi emersi di recente:

  • Mancanza di trasparenza sul sondaggio comunale: La decisione della Giunta di commissionare un'indagine demoscopica senza aver reso note le modalità di campionamento, la rappresentatività del campione e la formulazione esatta del quesito.
  • Le azioni legali e il clima di tensione: Il ricorso presentato dai commercianti dell'area di Piazza Beccaria e le criticità istituzionali sollevate nelle commissioni di palazzo.
  • Il mutamento della percezione cittadina: Secondo l'opposizione, i nodi viabilistici e le criticità emerse nei cantieri operativi attorno a Ponte da Verrazzano e lungo i viali avrebbero modificato la percezione dei residenti rispetto ai momenti elettorali del 2019 e del 2024.

La posizione della Giunta: iter concluso e mandato democratico

L'assessore Giorgio ha ribadito la ferma contrarietà della Giunta al blocco dei lavori, confermando che l'avvio delle lavorazioni per la Linea 3.2.2 resta programmato nelle prossime settimane e richiamando due principi cardine dell'azione amministrativa:

  • La legittimazione delle urne: La pianificazione della rete tramviaria è stata oggetto di validazione democratica in due distinte consultazioni amministrative (2019 e 2024), oltre che del percorso partecipato legato all'approvazione del Piano Operativo.
  • Il completamento dell'iter approvativo: L'approvazione del progetto definitivo nello scorso dicembre e il conseguente affidamento dei lavori segnano il passaggio vincolante dalla fase decisionale a quella esecutiva. Bloccare l'iter per una minoranza rumorosa comprometterebbe la continuità e la certezza dei finanziamenti infrastrutturali.

L'analisi tecnica: la tenuta delle procedure

Al di là della dialettica d'aula, lo scontro evidenzia il classico cortocircuito tra la fase di pianificazione (lunga, complessa e validata dal voto) e la fase di cantierizzazione (dove i disagi tangibili generano fisiologiche richieste di revisione). Se da un lato la Giunta tutela la certezza dei contratti e il rispetto dei cronoprogrammi, dall'altro l'opposizione fa leva sul clima di cantiere per chiedere un ulteriore momento di ascolto prima dell'apertura definitiva dei quadri di scavo tra Viale Don Minzoni e Rovezzano.

🔗 Articolo Correlato: Per l'analisi tecnica dettagliata su tracciato, fasi di cantierizzazione, tecnologia catenary-free e saldo verde della Linea 3.2.2, consulta l'articolo pubblicato questa mattina sul blog.

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lunedì 28 settembre 2026

Tranvia Firenze Linea 3.2.2: Cantieri al Via a Novembre | Analisi Fase 1 Don Minzoni - Rovezzano (NTF2602)

Rendering del sottopasso tramviario di Viale Don Minzoni a Firenze per la Linea 3.2.2

Rendering del sottopasso ferroviario e tramviario delle Cure lungo Viale Don Minzoni (Linea 3.2.2 Libertà - Rovezzano).

Si delineano in modo ufficiale le tempistiche e la pianificazione operativa per la realizzazione della Linea 3.2.2 della Tranvia di Firenze (Libertà - Campo di Marte - Rovezzano). L'avvio dei cantieri, fissato per il mese di novembre, segna l'inizio di una delle fasi infrastrutturali più delicate per la mobilità dell'area est della città.

Fase 1: Cantierizzazione dagli estremi e nodo Viale Don Minzoni

Diversamente da quanto ipotizzato nelle prime fasi progettuali, i lavori non impatteranno immediatamente l'asse centrale di Viale dei Mille (il cui intervento è slittato tra la fine del 2027 e l'inizio del 2028). La strategia di Palazzo Vecchio e delle ditte costruttrici prevede di partire dai due capi della linea:

  • Rovezzano: Realizzazione del capolinea e dell'hub di interscambio modale con la direttrice ferroviaria.
  • Viale Don Minzoni: Avvio dello scavo per il sottoattraversamento della ferrovia nella zona delle Cure, l'opera d'arte ingegneristica più complessa dell'intero tracciato.

La complessità tecnica del sottopasso ferroviario RFI

Il cantiere di Viale Don Minzoni rappresenta il vero "punto critico" della Linea 3.2.2. Per consentire il passaggio della sede tramviaria al di sotto delle linee ferroviarie attive (comprese le direttrici ad Alta Velocità e regionali), è in fase di perfezionamento la convenzione tecnica con RFI. L'opera richiede il consolidamento del terreno e lo scavo in sottoquota senza interferire con l'esercizio e la sicurezza dei treni in superficie.

Cronoprogramma, premi di accelerazione e bilancio del verde

Il piano dei lavori stima complessivamente 1.000 giorni di cantiere con obiettivo di completamento entro maggio 2029. Per ridurre la pressione sui quartieri attraversati, il contratto prevede premi di accelerazione per le ditte qualora si riesca ad anticipare la chiusura di circa tre mesi, attraverso layout di cantiere dinamici e serrati.

Sul fronte ambientale, la revisione del progetto definitivo ha portato a una riorganizzazione del saldo vegetazionale: a fronte di 428 abbattimenti previsti lungo i 6 km di linea (necessari per la posa di fermate e rampe), le nuove piantumazioni portano il saldo verde finale a +250 alberi complessivi, con la selezione preventiva in vivaio di esemplari già sviluppati.

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venerdì 25 settembre 2026

Sondaggio Tramvia Firenze: il Comune affida l'indagine sul gradimento dei cantieri

Mappa del tracciato delle linee tranviarie 3.2.1 per Bagno a Ripoli e 3.2.2 per Rovezzano a Firenze

Mappa schematica delle linee tranviarie 3.2.1 (Libertà - Bagno a Ripoli) e 3.2.2 (Libertà - Rovezzano).

Quanto sono graditi i cantieri della tramvia ai cittadini fiorentini? Per rispondere a questa domanda con dati aggiornati, il Comune di Firenze ha affidato un nuovo incarico ufficiale per la realizzazione di un'indagine campionaria sul consenso e sull'impatto dei lavori in corso per l'estensione della rete tranviaria cittadina.

Un sondaggio su 1.000 residenti affidato all'istituto Winpoll

L'incarico è stato assegnato alla società specializzata Winpoll per un importo di circa 7.600 euro. L'indagine coinvolgerà un campione rappresentativo di 1.000 residenti nel Comune di Firenze, selezionati secondo le specifiche del Servizio Pianificazione Controllo e Statistica di Palazzo Vecchio.

I quesiti verteranno sulla percezione dei cantieri attualmente aperti e sui progetti in fase di sviluppo, con particolare riferimento alle estensioni della direttrice verso Bagno a Ripoli (Linea 3.2.1) e verso Campo di Marte e Rovezzano (Linea 3.2.2).

I precedenti del 2023: l'85% di favorevoli alla "cura del ferro"

L'ultimo test statistico promosso dall'amministrazione comunale risale al 2023. In quell'occasione l'esito registrò una netta prevalenza di pareri positivi sull'ampliamento del sistema tranviario:

  • 85,3% degli intervistati si dichiarò favorevole ai progetti delle nuove linee.
  • 14,7% sostenne una posizione contraria.

Dalla stessa rilevazione emersero dati significativi sulle abitudini d'uso della rete esistente: oltre la metà degli utenti (53,3%) dichiarava di utilizzare il tram per il tempo libero, il 32,6% per commissioni o acquisti quotidiani, il 17,7% per recarsi al lavoro e il 12,3% per raggiungere il polo ospedaliero-universitario di Careggi.

Avanzamento cantieri: Ponte da Verrazzano e sottoattraversamento delle Cure

Il nuovo sondaggio arriva in una fase cruciale per la realizzazione delle infrastrutture:

  • Linea 3.2.1 (Libertà - Bagno a Ripoli): entro la fine dell'anno è prevista l'assegnazione della progettazione per gli interventi di risanamento del Ponte da Verrazzano, struttura chiave sul cui impalcato transiterà la sede tranviaria. I lavori sul ponte avranno una durata stimata di circa 7 mesi.
  • Linea 3.2.2 (Libertà - Rovezzano): sono avviate le fasi preliminari di cantierizzazione. Tra le opere ingegneristiche di maggiore rilevanza figura lo scavo del tunnel sottostandante il cavalcavia delle Cure e la direttissima ferroviaria Firenze-Roma, opera fondamentale per connettere viale Don Minzoni a viale dei Mille.

I dati elaborati da Winpoll forniranno il nuovo quadro analitico sul clima di gradimento della cittadinanza entro la fine dell'anno.


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giovedì 24 settembre 2026

Tranvia Firenze Linea 3.2.2: l'analisi dell'urbanista Ventura e l'apprezzamento da FdI

Linea 3.2.2 e tranvia a Firenze: Gli interventi a favore dell'urbanista Francesco Ventura e della ex candidata sindaca di Perugia di FdI Margherita Scoccia

Linea 3.2.2 Libertà-Campo di Marte-Rovezzano: il dibattito urbano tra pragmatismo tecnico e l'apertura a sorpresa da destra.

Il dibattito attorno allo sviluppo della rete tranviaria di Firenze — e nello specifico sull'imminente avvio dei cantieri per la Linea 3.2.2 (Libertà - Campo di Marte - Rovezzano) e sul delicato passaggio lungo il Viale dei Mille — si arricchisce di due contributi di rilievo che superano gli schemi della contrapposizione politica quotidiana.

Nelle ultime ore, le pagine de La Nazione hanno riportato due interventi coordinati che offrono una prospettiva ben precisa sulla trasformazione della mobilità fiorentina: da un lato l'analisi di uno dei storici urbanisti della città, il professor Francesco Ventura, dall'altro una dichiarazione d'apprezzamento giunta a sorpresa da un'esponente di spicco del centrodestra nazionale, Margherita Scoccia (Fratelli d'Italia).

1. L'assist a sorpresa da Fratelli d'Italia: "La tranvia ridisegna la città"

La prima novità nel dibattito arriva direttamente da un post Instagram di Margherita Scoccia, architetto, quota FdI ed ex candidata sindaca a Perugia. Riflettendo sulla trasformazione delle città d'arte oltre la dimensione turistica, Scoccia ha speso parole di forte valorizzazione per l'infrastruttura fiorentina:

"Firenze è una delle città più riconoscibili al mondo. La domanda urbanistica più interessante oggi riguarda la vita quotidiana: chi riesce ancora ad abitare vicino al centro? Per questo uno dei cambiamenti più interessanti riguarda la mobilità: la tramvia sta ridisegnando tempi, distanze e centralità urbane."

Un intervento che ha trovato l'immediato rilancio da parte della sindaca Sara Funaro, la quale ha sottolineato come — al di fuori delle polemiche locali d'opposizione — la validità del modello tranviario fiorentino sia ormai riconosciuta trasversalmente come punto di riferimento per la rigenerazione urbana e il trasporto pubblico.

2. L'urbanista Ventura: "Servono scelte nette e pragmatismo, no a polemiche tardive"

Ancora più diretto l'intervento di Francesco Ventura, già docente ordinario di Urbanistica all'Università degli Studi di Firenze. Rispondendo ai dubbi sull'impatto dei cantieri sul Viale dei Mille e sul Campo di Marte, l'urbanista ha richiamato al senso di responsabilità decisionale:

  • Pianificazione e fattibilità: "Se c'è un progetto approvato significa che il viale è in grado di reggere l'arrivo dei cantieri e della tramvia. Chi governa deve fare le cose: ci saranno disagi temporanei, ma alla fine la linea sarà usata come le altre."
  • Polemiche ambientali tardive: Ventura definisce paradossali le contestazioni sul verde che sorgono solo in fase esecutiva, evidenziando il rischio di una strumentalizzazione politica delle paure dei residenti e dei commercianti.
  • L'estensione verso Rovezzano: In merito all'utilità della tratta 3.2.2, l'urbanista osserva che garantire il trasporto pubblico ad alta capacità anche ai quartieri di levante (Salviatino, Settignano, Rovezzano) è una scelta di equità di servizio essenziale per disincentivare l'uso dell'auto privata.

Due interventi, riportati da due diversi articoli su "La Nazione"  che confermano quanto la rete tranviaria fiorentina, una volta superata la fase dei cantieri e della propaganda, rappresenti la dorsale fondamentale per la struttura urbanistica e sociale della Firenze del futuro.

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sabato 19 settembre 2026

Tramvia Firenze, Cantieri e commercio: Confcommercio chiede un tavolo permanente alla Sindaca Funaro

 


Confcommercio chiede un tavolo permanente alla Sindaca Funaro 

sul durante e dopo cantieri

Nelle ultime ore la Confcommercio fiorentina, attraverso una lettera aperta firmata dal direttore Franco Marinoni e indirizzata alla Sindaca Sara Funaro, ha avanzato una proposta concreta per la gestione delle aree interessate dai cantieri della tramvia.

L'associazione propone l'istituzione di un tavolo politico-istituzionale permanente che affianchi i tavoli tecnici già esistenti. L'obiettivo non è solo monitorare i disagi legati ai lavori in corso, ma accompagnare imprese, residenti e Centri Commerciali Naturali nella fase di transizione e nel "dopo-tramvia".

Dalla lettera emergono due aspetti chiave su cui riflettere:

1️⃣ La sostenibilità della fase di cantiere: Viene sottolineata la difficoltà di molte attività che affrontano cali di fatturato dovuti a modifiche della viabilità, cantieri prolungati e minore accessibilità/parcheggi.

2️⃣ La pianificazione del "dopo": Confcommercio evidenzia come per un'attività commerciale non basti conoscere la data di fine lavori. Servono informazioni tempestive su come cambieranno gli accessi definitiva, dove saranno i nuovi parcheggi e come si ridistribuiranno i flussi di traffico nei quartieri riqualificati.

Punto centrale della lettera è la premessa chiarita dallo stesso Marinoni: "Nessuno mette in discussione il valore degli investimenti sulla mobilità di Firenze", ponendo però l'accento sulla necessità che la grande trasformazione della mobilità sia sostenibile anche per il tessuto socio-economico di quartiere.

Come ricordiamo spesso su questa pagina, la tramvia non è solo un'infrastruttura di trasporto, ma un potente intervento di riqualificazione urbana. Proprio per la portata di questa trasformazione, il confronto e la trasparenza sui tempi, sui flussi e sulla futura vivibilità degli spazi rappresentano un tassello fondamentale per la città.

Voi cosa ne pensate di questa proposta? Un tavolo permanente con i quartieri e le categorie può aiutare a gestire meglio l'impatto dei cantieri e la transizione verso le nuove linee?

💬 Diteci la vostra nei commenti qui e sui nostri canali social



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domenica 13 settembre 2026

Linea 3.2.1 tramvia Firenze: lato via Gioberti dal 14/09/2026 modifiche alla viabilità

 

Lavori in corso in Piazza Beccaria a Firenze

Si riporta integralmente il comunicato del Comune di Firenze:

Procedono i lavori della linea tranviaria per Bagno a Ripoli. Da lunedì 14 settembre scatterà la nuova fase della cantierizzazione in piazza Beccaria. Per l’avanzamento delle lavorazioni lato via Gioberti sarà chiusa la svolta da viale Amendola verso la piazza con prosecuzione in via Scialoja. Il collegamento tra il viale e via Scialoja sarà garantito dalla corsia sul lato di via Gramsci che cambierà senso (verso via Scialoja). La direttrice in uscita da via Gioberti sarà indirizzata su via Scialoja. Durata prevista fino al 15 ottobre.

domenica 6 settembre 2026

Alberi e Tranvia: tra i dubbi di Campo di Marte e la realtà dei Viali | Oltre gli Slogan Cap. 4


Con l’avvio del dibattito e delle fasi preliminari per la Linea 3.2.2 verso Campo di Marte e Rovezzano, si è riacceso puntuale uno dei temi più divisivi dell’intero dibattito cittadino: il destino degli alberi. Tra stime massimaliste, raccolte firme e il timore di un "deserto d’asfalto", la narrazione dominante rischia di ripetere gli stessi schemi già visti in passato.

Ma cosa succede se proviamo a separare l'allarmismo dai dati di fatto, attingendo anche alle migliori esperienze europee?

1. La prova del campo: il precedente dei Viali di Circonvallazione

Le polemiche che oggi investono la zona di Campo di Marte ricordano da vicino quelle nate alla vigilia dei cantieri sui Viali di Circonvallazione. Eppure, basta percorrere oggi Viale Matteotti, Viale Gramsci o Viale Giovine Italia per toccare con mano la realtà dei fatti: la gran parte delle alberature di alto fusto è ancora al suo posto.

Durante le fasi di cantiere, i fusti storici sono stati avvolti da strutture di protezione rigide per tutelare la corteccia dagli urti meccanici dei macchinari, mentre la localizzazione degli scavi e dei sottoservizi è stata studiata per minimizzare i danni all'apparato radicale profondo. Le indicazioni delle amministrazioni e dei tecnici puntano infatti a ridurre al minimo i tagli, ridisegnando quando possibile il tracciato dei cavi pur di salvare gli esemplari esistenti.

2. Sicurezza pubblica vs Cantieri: il cortocircuito comunicativo

Un punto fondamentale spesso ignorato nel dibattito riguarda la normale gestione del patrimonio arboreo urbano.

Gli alberi nelle nostre città vivono in contesti di forte stress ambientale. Molti esemplari vetusti, affetti da carie del legno o con stabilità compromessa vengono periodicamente sostituiti con giovani alberi da vivaio per motivi primari di incolumità pubblica — una prassi manutentiva che avviene costantemente in tutta la città, a prescindere dalla tranvia. Quando un cantiere infrastrutturale interessa un viale alberato, gli interventi di messa in sicurezza del verde vengono spesso accorpati ai lavori. Il risultato è un cortocircuito comunicativo: qualsiasi albero rimosso viene imputato automaticamente ai binari, anche quando si trattava di un abbattimento manutentivo inevitabile.

3. La lezione delle città europee: come si gestisce il verde all'estero

Allargando lo sguardo oltre i confini nazionali, emerge come le città europee con una lunga e consolidata tradizione tranviaria abbiano affrontato e risolto il rapporto tra infrastruttura su rotaia e patrimonio arboreo attraverso approcci tecnici avanzati:

  • Strasburgo e Friburgo (Francia / Germania): I tracciati sono stati progettati deviando leggermente la sede dei binari pur di salvaguardare i filari storici. Per evitare di danneggiare gli apparati radicali durante i cantieri, sono state utilizzate tecniche di scavo manuale o con aspirazione pneumatica radicolare al posto dei classici escavatori.
  • Bordeaux (Francia): La metropoli ha integrato la sede tranviaria con estese superfici a prato verde (Green Track) e ha stabilito protocolli rigorosi che prevedono la piantumazione compensativa di alberi già formati e a rapida crescita, riducendo l'impatto visivo e microclimatico post-cantiere.
  • Basilea e Zurigo (Svizzera): La compensazione non si basa sul mero numero di fusti (1 tagliato = 2 piantati), ma sul volume di chioma e sull'indice di superficie fogliare persa. Se viene rimosso un grande platano, la norma impone di piantare una quantità di nuovi alberi equivalenti per resa ecosistemica globale nel quartiere.

4. La scienza della sostituzione: oltre la retorica dei numeri

Se da un lato si crea allarmismo, dall'altro la narrazione istituzionale nostrana tende spesso a rassicurare con una semplice aritmetica: "taglieremo X alberi ma ne piantelleremo X+N".

Dal punto di vista ecologico, questa è una semplificazione. Un giovane albero da vivaio non dispone dell'indice di superficie fogliare (Leaf Area Index) necessario per garantire, nell'immediato, la stessa capacità di intercettazione delle polveri sottili (PM10), l'evapotraspirazione per mitigare l'isola di calore e lo stoccaggio di CO2 di un fusto maturo. Esiste un tempo di recupero funzionale (spesso stimato in 10-15 anni) necessario affinché i nuovi impianti sviluppino la biomassa e la chioma sufficienti a pareggiare i servizi ecosistemici perduti. Come insegnano i modelli svizzeri e francesi, la vera compensazione si misura programmando il recupero reale del volume di chioma e migliorando la qualità del suolo.

5. L'ecologismo "a geometria variabile"

Infine, emerge una contraddizione di fondo: la difesa dell'albero viene talvolta usata come argomento da parte di chi ha sempre sostenuto la centralità del traffico privato.

Difendere il verde pubblico è essenziale, ma dimenticare che la principale fonte di inquinamento, calore ed emissioni nelle nostre città è proprio la massa di autoveicoli privati significa ignorare la radice del problema. Una rete di trasporto pubblico su ferro efficiente è lo strumento primario per ridurre le emissioni complessive dell'area metropolitana, creando nel tempo le condizioni per una vera rigenerazione urbana.


In conclusione
Passare da uno scontro basato sulle tifoserie a un'analisi razionale significa pretendere perizie agronomiche trasparenti, tutelare ogni fusto salvabile e pianificare piantumazioni di qualità sul modello europeo, senza però trasformare la manutenzione del verde in un pretesto per fermare la mobilità del futuro.

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Ponte da Verrazzano e Tramvia 3.2.1: affidata la progettazione, tempi e dettagli del cantiere


Un nuovo e importante tassello operativo si aggiunge all'iter di realizzazione della Linea 3.2.1 della tramvia di Firenze, la tratta destinata a collegare Piazza della Libertà con Bagno a Ripoli attraversando l'Arno tra Bellariva e Gavinana. Secondo quanto riportato dalla stampa locale (Corriere Fiorentino), è stata ufficialmente affidata la progettazione esecutiva per il rinforzo strutturale del Ponte da Verrazzano e la posa della nuova sede tranviaria.

Affidamento ad Architecna e fasi della progettazione

L'incarico per la redazione del progetto esecutivo è stato assegnato alla società Architecna, realtà che cura già per conto di Tram di Firenze Spa la progettazione e la direzione dei lavori delle linee cittadine. I tecnici stanno lavorando sulla base della relazione tecnica redatta dall'ingegner Giacomo Morano, nella quale sono state individuate le opere di risanamento e consolidamento necessarie per adeguare l'infrastruttura alla sua nuova funzione.

Per completare la fase progettuale saranno necessari almeno due mesi, trascorsi i quali il documento dovrà passare la fase di verifica e approvazione formale prima dell'avvio materiale dei cantieri.

Interventi strutturali, viabilità e ipotesi sulle terrazze

L'assetto finale dell'infrastruttura vedrà la presenza di due coppie di binari al centro del ponte, affiancate da due corsie per il traffico veicolare (una per senso di marcia), oltre a piste ciclabili e marciapiedi pedonali. I dati tecnici indicano che il passaggio dei convogli tranviari comporterà un carico complessivo inferiore rispetto a quello esercitato dall'attuale configurazione a quattro corsie veicolari.

Parallelamente, Palazzo Vecchio sta valutando la fattibilità tecnica di demolire le terrazze panoramiche laterali per alleggerire ulteriormente la struttura; un'eventualità che richiederà l'autorizzazione formale della Soprintendenza. Indipendentemente da questo dettaglio, i lavori sul campo inizieranno con il rinforzo strutturale e procederanno contestualmente con la posa della sede tranviaria per ottimizzare le lavorazioni.

Tempi del cantiere e stima di apertura della Linea 3.2.1

Le stime elaborate dal Comune di Firenze prevedono un cantiere della durata di circa 7 mesi e un investimento economico complessivo pari a circa 7 milioni di euro.

L'obiettivo confermato dall'amministrazione resta quello di completare rapidamente gli interventi per consentire l'apertura al pubblico e la messa in esercizio della linea Libertà-Bagno a Ripoli entro l'estate del 2027.


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venerdì 4 settembre 2026

Tramvia Firenze, Linea 3.2.1: nuova fase dei cantieri in Piazza Beccaria

Procedono i lavori della linea tramviaria per Bagno a Ripoli. Da domani, venerdì 4 settembre, saranno istituiti alcuni provvedimenti in piazza Beccaria per l’avanzamento delle lavorazioni della pavimentazione in pietra sul lato di Borgo La Croce.

Lavori lato Via Manzoni e modifiche alla viabilità in Via Leopardi

Nello spicchio lato viale Gramsci sarà interessato l’incrocio con via Manzoni con chiusura della strada da via Leopardi. I veicoli diretti nel tratto non chiuso di via Leopardi potranno utilizzare l’itinerario viale Giovine Italia-via dell’Agnolo-via Santa Verdiana-via della Mattonaia-via Niccolini e rientro in via Leopardi. Questo provvedimento comporterà anche la rimozione temporanea delle postazioni di raccolta di Alia Plures presenti in via Leopardi per il divieto di transito previsto anche per i mezzi per lo svuotamento dei cassonetti.

Gestione dei rifiuti e contatti Alia Plures

Per garantire la continuità del servizio e a ridurre i disagi per cittadini e attività i rifiuti differenziati potranno essere conferiti presso la postazione di via Leopardi, fronte civico 12, che sarà potenziata e raddoppiata nei volumi.

Alia Plures ricorda che per ulteriori informazioni è a disposizione il servizio del call center di Plures Alia telefonando ai numeri 800.888333 (da rete fissa, gratuito), 199.105105 (da rete mobile, a pagamento, secondo i piani tariffari del proprio gestore) e 0571.1969333 (da rete fissa e rete mobile), e consultare Aliaestra, la App gratuita per sistemi IOS ed Android, oppure il portale all’indirizzo https://aliaestra.it/ambiente/comuni/firenze

Questa configurazione sarà in vigore fino al 22 settembre.

Nuova corsia di rientro tra Borgo La Croce e Viale Giovine Italia

Sempre da domani sull’altro spicchio della piazza sarà chiusa la corsia lato edifici da Borgo La Croce a lato viale Giovine Italia. Per i veicoli provenienti dalla corsia lato edifici nel tratto viale Gramsci-Borgo La Croce sarà predisposta una corsia di rientro sul viale a centro piazza, in adiacenza al percorso pedonale. Questi provvedimenti saranno in vigore fino al 9 ottobre.

Fonte: Comune di Firenze


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mercoledì 2 settembre 2026

Linea 3.2.1 Tramvia Firenze: precisazioni e dibattito sul cronoprogramma

"Linea 3.2.1 Tramvia Firenze Libertà Bagno a Ripoli - Discussioni sul cronoprogramma dei lavori"

Un articolo pubblicato da La Nazione ha riportato al centro del dibattito politico cittadino i tempi di realizzazione e pre-esercizio della Linea 3.2.1 (Piazza della Libertà - Bagno a Ripoli), a seguito di una modifica apportata a una nota stampa istituzionale risalente a inizio 2025.

Le contestazioni delle opposizioni

Diversi esponenti dei gruppi consiliari di opposizione hanno sollevato perplessità riguardo alla rettifica del testo originario di inizio cantieri. La contestazione riguarda la scomparsa del riferimento temporale che indicava la conclusione del pre-esercizio entro la fine del 2026, chiedendo massima chiarezza sul rispetto delle scadenze contrattuali e sulla data di effettiva messa in esercizio della linea (prevista per l'estate 2027).

La replica dell'Amministrazione Comunale

Palazzo Vecchio ha chiarito la propria posizione precisando che la correzione è stata effettuata esclusivamente per eliminare un'inesattezza formale. Il Comune ha ricordato che il contratto stipulato con il concessionario prevede la fine dei lavori strutturali al 31 ottobre 2026, cui seguono i 90 giorni di pre-esercizio previsti da norma, destinati fisiologicamente a concludersi a inizio 2027. La rettifica è stata quindi definita un atto di trasparenza per allineare il testo scritto alle slide presentate in conferenza stampa.

Fonte: La Nazione (articolo a firma di Niccolò Gramigni)


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lunedì 24 agosto 2026

Ponte da Verrazzano e tramvia: Palazzo Vecchio frena la Soprintendenza, prima la sicurezza

Nel dibattito sul futuro del Ponte da Verrazzano e sull'impatto dei cantieri per la nuova Linea 3.2.1 della tramvia, Palazzo Vecchio fa sentire la propria voce. Come riportato da La Repubblica, in risposta alle recenti dichiarazioni della Soprintendenza — incline alla massima tutela conservativa dell'opera progettata da Savioli negli anni '70 —, l'Amministrazione comunale ribadisce la propria linea: apertura al dialogo, ma la messa in sicurezza strutturale dell'infrastruttura ha priorità assoluta.


 

Il nodo delle terrazze a sbalzo

Al centro del confronto ci sono le caratteristiche "terrazze" laterali: circa 80 tonnellate di peso a sbalzo sospese nel vuoto, fortemente degradate dal punto di vista strutturale. La perizia tecnica condotta dall'ingegner Giacomo Morano ha evidenziato in modo chiaro la necessità di alleggerire i carichi non funzionali per garantire la piena fruibilità del ponte in vista del doppio transito dei tram e dei veicoli.

Mantenerle esattamente come sono richiederebbe un totale ricalcolo delle strutture e dei piani di mobilità, con il rischio concreto di allungare di gran lunga i tempi di cantiere (previsti inizialmente in circa 7 mesi a partire da ottobre) e far slittare l'avvio della linea verso Bagno a Ripoli, fissato per l'estate 2027.

Le ipotesi sul tavolo per il progetto esecutivo

Secondo quanto ricostruito dalla testata quotidiana, l'assessore alla mobilità Andrea Giorgio ha assicurato massima serenità e spirito collaborativo nei confronti della Soprintendente Antonella Ranaldi, puntando a trovare un punto d'incontro che possa contemperare tutela architettonica e rigore ingegneristico. Tra le soluzioni ipotizzate per il progetto esecutivo, attualmente in corso di redazione da parte del consorzio Tram Spa:

  • Riduzione e alleggerimento: ridimensionamento delle strutture a sbalzo sostituendo i materiali attuali con componenti più leggeri;
  • Rimozione parziale: eliminazione delle terrazze mantenendo i soli camminamenti pedonali affiancati da due "balconcini" per lato.

I prossimi passaggi decisivi riguarderanno le autorizzazioni sul progetto definitivo, che dovrà sciogliere anche i nodi relativi all'installazione dei nuovi tiranti e alla riparazione delle fessurazioni sull'impalcato.

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venerdì 21 agosto 2026

Ponte da Verrazzano e Tramvia: il vincolo della Soprintendenza sull'opera d'autore di Savioli


 

Il dibattito sull'adeguamento strutturale del Ponte da Verrazzano per il passaggio della Linea 3.2.1 della tramvia si arricchisce di un elemento cruciale: la tutela storico-artistica dell'opera. In merito alle ipotesi emerse dalla perizia tecnica VAL4 — che suggerisce un alleggerimento dell'impalcato tramite la rimozione degli sbalzi pedonali in calcestruzzo — si riaccende infatti l'attenzione sul vincolo di tutela statale. Come riportato di recente da La Repubblica, la Soprintendente Antonella Ranaldi ha richiamato l'attenzione sulla rilevanza dell'opera progettata da Leonardo Savioli tra il 1967 e il 1972.

🏛️ Un'opera d'autore del Novecento

Il Ponte da Verrazzano non è una semplice infrastruttura viaria, ma un manufatto riconosciuto come architettura d'autore del Novecento. I caratteristici marciapiedi a sbalzo in cemento armato costituiscono un elemento essenziale del linguaggio formale e dell'identità visiva ideata da Savioli.

La Soprintendenza ha evidenziato che l'infrastruttura è sottoposta a vincolo di tutela: di conseguenza, qualsiasi intervento di modifica sostanziale alle sue forme originali non potrà essere una decisione unilaterale basata su soli parametri ingegneristici, ma dovrà superare un rigoroso vaglio di compatibilità architettonica e paesaggistica.

⚖️ Ingegneria vs Conservazione: il nodo dell'alleggerimento

La sfida tecnica emersa dalle analisi peritali riguarda la necessità di contenere i carichi permanenti per garantire la stabilità sismica e la portanza dell'impalcato durante il transito dei convogli tranviari. La proposta di sostituire le balconate in calcestruzzo con passerelle metalliche più leggere rappresenta la soluzione ingegneristica più rapida sulla carta, ma si scontra direttamente con la conservazione del disegno originario.

Dalla posizione della Soprintendenza emerge tuttavia una linea di confronto aperto: la tutela non significa paralisi o "cristallizzazione" immobile dell'opera, bensì la ricerca di soluzioni progettuali condivise. L'obiettivo sarà individuare interventi di consolidamento o alleggerimento alternativi che riescano a soddisfare i requisiti di sicurezza statica senza snaturare il profilo e l'impronta brutalista del ponte di Savioli.

⏱️ L'impatto sul cronoprogramma della Linea 3.2.1

L'interlocuzione tra Comune di Firenze, progettisti e Soprintendenza diventa ora un passaggio obbligato e delicato nella fase di stesura del progetto esecutivo. Trovare il punto d'equilibrio tra la rigida disciplina dei vincoli culturali e la funzionalità della rete di forza del trasporto pubblico sarà determinante per definire le tempistiche reali e le modalità di cantierizzazione che vedranno il Ponte da Verrazzano impegnato nei previsti mesi di lavori.

Un caso che dimostra come la realizzazione delle grandi infrastrutture contemporanee debba costantemente misurarsi e dialogare con il valore storico e identitario del patrimonio urbano fiorentino.


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sabato 15 agosto 2026

Tramvia 3.2.1 e Ponte Verrazzano: l'analisi dell'intervista all'assessore Giorgio

 


L'intervista rilasciata al quotidiano La Nazione dall'Assessore alla Mobilità Andrea Giorgio offre diversi spunti di analisi per comprendere lo stato dell'arte della Linea 3.2.1 per Bagno a Ripoli e le dinamiche che hanno guidato le scelte sul Ponte da Verrazzano.

Mettiamo in fila i punti salienti emersi dalle sue dichiarazioni e alcune precisazioni necessarie sulla cronistoria del cantiere.

1. La tempistica della perizia: perché non prima?

Uno dei dubbi più frequenti riguarda il motivo per cui l'indagine ad altissimo dettaglio (la cosiddetta fase Val4) non sia stata completata prima dell'avvio generale dei cantieri. L'assessore chiarisce una logica di viabilità precisa: eseguire queste prove approfondite avrebbe potuto comportare la chiusura temporanea del ponte.

In assenza di una viabilità alternativa, la chiusura del Verrazzano avrebbe mandato in crash il traffico tra Gavinana e Bellariva. Per questo motivo l'amministrazione ha scelto di attendere l'apertura e la piena operatività del nuovo Ponte Nencioni, sfruttato ora come fondamentale "valvola di sfogo" per deviare i flussi veicolari.

2. Il nodo del cronoprogramma: una precisazione sulle date

Nel corso dell'intervista si afferma che "si è sempre detto che la tramvia sarebbe stata pronta nell’estate '27". Su questo passaggio occorre fare una contestualizzazione d'archivio.

Consultando i documenti del cronoprogramma presentati alle commissioni e alla cittadinanza nell'aggiornamento di gennaio 2025, la data indicata come termine della fase di cantiere e completamento delle opere era fissata a dicembre 2026. È fisiologico che, considerando i tempi tecnici di collaudo, prove di carico e il pre-esercizio richiesto dal Ministero, l'avvio dell'esercizio commerciale slitti poi alla stagione successiva (estate 2027), ma la scadenza formale dei lavori strutturali indicava originariamente la fine del 2026.

3. Come procederanno i collaudi e i nuovi tram Hitachi

Nonostante il cantiere del ponte durerà circa sette mesi a partire dal prossimo autunno, l'iter dei collaudi non resterà del tutto fermo. La strategia annunciata prevede un'avviamento "a stralci":

  • I cantieri sulla tratta dei viali, a Gavinana e sul resto della linea si confermano in chiusura per la fine del 2026.
  • Già nelle prossime settimane inizieranno le prime prove dinamiche sul tracciato di Pian di Ripoli con i nuovi convogli Hitachi.
  • Le fasi di pre-esercizio ministeriale sull'intera linea, Ponte Verrazzano compreso, si concentreranno nella primavera 2027 (indicativamente entro maggio), una volta ultimate le lavorazioni di rinforzo statico sul ponte.

4. Finanziamenti PNRR e il futuro delle terrazze

Sul fronte economico, il raggiungimento dell'obiettivo minimo dei binari posati (5,8 km realizzati a fronte dei 2 km richiesti come target) mette al sicuro i fondi del PNRR.

Per quanto riguarda l'aspetto estetico e architettonico, la perizia ha evidenziato come le terrazze a sbalzo scarichino pesi rilevanti sul ponte del 1970. L'orientamento emerso con la Soprintendenza non è quello di una demolizione drastica senza appello, ma piuttosto di un intervento di alleggerimento strutturale e di sostituzione dei materiali per garantire sia la tenuta statica che la funzionalità dei percorsi ciclopedonali.


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venerdì 14 agosto 2026

Ponte Verrazzano e Tramvia 3.2.1: ritardo e lavori necessari


 

Mettiamo in fila i numeri e i fatti sulla variante al Ponte da Verrazzano per capire davvero cosa aspettarci nei prossimi mesi riguardo al cantiere e ai tempi di realizzazione della Linea 3.2.1 della tramvia di Firenze.

1. Il nodo dei tempi e lo slittamento reale

Il cronoprogramma originario prevedeva per il cantiere del Ponte da Verrazzano un'estensione di circa 200 metri e una durata di 31 settimane, con avvio iniziale ipotizzato ad aprile 2026. Partendo ad ottobre con 7 mesi previsti di lavorazioni netti, il cantiere sul ponte si chiuderà a inizio primavera 2027.

Considerando poi le fasi indispensabili di collaudo e pre-esercizio dell'intera infrastruttura, la messa in esercizio verso Bagno a Ripoli slitta oggettivamente verso l'estate 2027, portando a un ritardo effettivo di almeno 3 mesi sulla tabella di marcia iniziale.

2. Un intervento improrogabile (con o senza tramvia)

Al di là delle polemiche sull'impatto sul traffico durante i mesi di cantiere, c'è un dato strutturale incontrovertibile: il ponte, realizzato nel 1970, presentava già criticità statiche ed era interdetto ai mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate. Questi lavori di consolidamento andavano fatti comunque.

Eseguirli oggi all'interno della variante tranviaria permette di finanziarli con fondi dedicati alle grandi infrastrutture e di sfruttare la presenza del nuovo Ponte Nencioni per gestire i flussi di viabilità di sponda.

3. Il nodo delle terrazze panoramiche

Sulle slide di presentazione del progetto è comparsa l'ipotesi di rimozione delle storiche terrazze panoramiche ai lati del ponte. Su questo punto si è aperto un dibattito politico in Palazzo Vecchio: come chiarito dal Presidente della Commissione Urbanistica Renzo Pampaloni, si tratta di un aspetto tecnico tuttora in fase di valutazione e su cui una decisione definitiva deve ancora essere presa.


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mercoledì 12 agosto 2026

Tramvia Firenze Linea 3.2.1: perizia sul Ponte da Verrazzano, 7 mesi di lavori e l'impatto reale sui tempi


 

Il Ponte Giovanni da Verrazzano non andrà demolito né ricostruito, ma la sua riqualificazione richiederà un intervento strutturale della durata di 7 mesi e un investimento di 7 milioni di euro. È questo l'esito della relazione d'indagine di Livello 4 (VAL4) presentata a Palazzo Vecchio dalla Sindaca Funaro e dall'assessore Giorgio e redatta dal Professor Giacomo Morano dell'Università di Firenze.

Un'analisi tecnica articolata che smentisce le tesi catastrofiste sulla demolizione dell'opera ideata da Leonardo Savioli, ma che allo stesso tempo costringe a fare i conti con la realtà dei numeri per quanto riguarda il cronoprogramma della Linea 3.2.1 per Bagno a Ripoli.

Un'opera ardita di 50 anni fa: cosa dice la perizia VAL4

Progettato tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, il Ponte da Verrazzano è una struttura mista di grande valore ingegneristico: una campata centrale metallica sostenuta da mensole a cassone in cemento armato precompresso con oltre 640 cavi interni. La campagna d'indagine ha previsto oltre 100 radiografie, decine di carotaggi, prove ultrasoniche e georadar.

L'esito delle verifiche evidenzia uno stato di conservazione complessivo accettabile per pile e spalle, ma criticità localizzate dovute all'invecchiamento: degrado dei tiranti sulle spalle, fessurazioni nelle armature e problemi al sistema di impermeabilizzazione.

Il dato chiave sul tram: La perizia conferma che il futuro passaggio della tranvia non comporta un carico strutturale maggiore rispetto al traffico stradale pesante senza limitazioni. Il ponte, tuttavia, necessita di riparazioni e rinforzi per poter sostenere sia le auto a pieno carico sia i convogli in totale sicurezza.

Cronoprogramma alla prova dei fatti: lo slittamento reale

Nonostante la narrazione ufficiale indichi come obiettivo la conferma della messa in esercizio entro l'estate 2027, i calcoli sul cronoprogramma originario raccontano una storia precisa.

La tabella di marcia iniziale prevedeva infatti il completamento delle opere civili e strutturali — compreso il Ponte da Verrazzano — entro la fine del 2026. Considerando i circa 3 mesi canonici per i collaudi ministeriali e le verifiche di sicurezza dell'ANSFISA, la linea avrebbe dovuto aprire al pubblico tra aprile e maggio 2027.

Spostare l'orizzonte di avvio all'estate 2027 significa prendere atto, nei fatti, di un ritardo minimo di 3-4 mesi causato proprio dall'inserimento dei 7 mesi di cantiere necessari per il consolidamento dell'impalcato. Inserire un cantiere di tale portata nella fase conclusiva dei lavori comporta inevitabilmente una sovrapposizione complessa tra il rinforzo della struttura, la posa dell'armamento tranviario e le successive prove di carica.

Se è vero che la sicurezza statica dell'infrastruttura viene prima di qualsiasi scadenza, la trasparenza sui tempi resta fondamentale: i 7 mesi per il ponte rappresentano il tempo netto di esecuzione, e solo un'organizzazione chirurgica dei cantieri eviterà ulteriori slittamenti verso l'autunno.

Per consultare il documento originale diffuso dall'Amministrazione, è possibile scaricare la presentazione ufficiale della perizia VAL4 (PDF).

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domenica 9 agosto 2026

Tramvia 3.2.1: Parla Giorgio, Lavori Estivi e Apertura Confermata per l'Estate 2027


 

In un'intervista rilasciata a Toscana TV, l'Assessore alla Mobilità Stefano Giorgio ha fatto il punto sullo stato d'avanzamento dei lavori per la Linea 3.2.1 della tranvia, l'infrastruttura fondamentale destinata a collegare Piazza della Libertà a Bagno a Ripoli con 17 fermate lungo un tracciato di oltre 7 chilometri.

Cantieri estivi e viabilità: le parole dell'Assessore

Il mese di agosto si sta rivelando decisivo per concentrare gli interventi a maggiore impatto sulla circolazione. Come evidenziato dall'Assessore Giorgio, il periodo estivo consente di operare sui nodi viari più complessi approfittando del calo del traffico cittadino:

"Sfruttiamo il mese di agosto per le lavorazioni negli incroci, alcuni elementi che era impossibile gestire a pieno regime di traffico cittadino."

I frutti del lavoro di questi giorni sono già visibili sul territorio: da un lato la riapertura al traffico di via Poggio Bracciolini, dall'altro il completamento delle gettate di cemento e dello scarico binari in Viale Giannotti, di fronte alla Coop di Gavinana.

Tempistiche e collaudi: "Confermato l'obiettivo iniziale"

Sul fronte del cronoprogramma, l'Assessore ha rassicurato sulla regolarità dei cantieri lungo le direttrici cittadine, prospettando la conclusione della fase d'infrastruttura di strada entro la fine dell'anno corrente, per poi lasciare spazio ai collaudi. Per la relazione tecnica sul Ponte da Verrazzano firmata dall'ingegner Morano, saranno consegnati i risultati entro pochi giorni. 

Giorgio ha infine ribadito con chiarezza la tabella di marcia del progetto:

"L'obiettivo che noi abbiamo è la conferma dell’obiettivo iniziale: quella di avere operativa la linea nell’estate dell’anno prossimo."

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mercoledì 5 agosto 2026

Tramvia Bagno a Ripoli (3.2.1): scarico binari in viale Giannotti il 7 agosto. Modifiche alla viabilità e percorsi alternativi

Procedono a ritmo sostenuto i cantieri per la realizzazione della Linea 3.2.1 della Tramvia di Firenze diretta a Bagno a Ripoli. Per consentire le delicate operazioni di scarico delle nuove rotaie, venerdì 7 agosto scatterà un provvedimento temporaneo di chiusura alla circolazione su viale Giannotti.

Dettagli sulla viabilità e percorsi alternativi

Le modifiche al traffico saranno in vigore nella fascia oraria compresa tra le 7:00 e le 17:00 e riguarderanno la sola direttrice in ingresso città nel tratto compreso tra via Erbosa e via Traversari.

Per limitare i disagi alla circolazione, l'itinerario alternativo consigliato canalizzerà il flusso dei veicoli provenienti dal centro abitato lungo via Datini fino a via Traversari, con la contestuale revoca temporanea della corsia preferenziale per agevolare il transito dei mezzi privati.

📌 Fonte ufficiale comunicato: Comune di Firenze


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domenica 2 agosto 2026

Via Mannelli, scatta la rivoluzione: la nuova viabilità tra Campo di Marte e Piazza Alberti (Mappe)

Via Mannelli, scatta la rivoluzione: nuova viabilità alternativa ai viali di circonvallazione

Da lunedì 3 agosto prendono il via i primi cantieri in via Masaccio per la riorganizzazione complessiva del traffico tra Piazza della Libertà, Campo di Marte e la zona sud-est. Interventi per fasi durante tutto il mese di agosto, con l'inversione di marcia su via Mannelli, le modifiche in piazza Alberti e la connessione diretta verso la Fortezza e il nuovo Ponte Nencioni.


Mappa Viabilità Piazza Alberti Clicca sulla mappa per ingrandirla (Focus Piazza Alberti)
Mappa Viabilità Via Mannelli Clicca sulla mappa per ingrandirla (Focus Via Mannelli e asse Masaccio)

Il disegno complessivo: un corridoio alternativo ai viali

L'intervento rientra nel piano di riassetto viabilistico avviato con lo sviluppo del sistema tranviario. Come già avvenuto con via Lorenzo il Magnifico e viale Milton per la tratta di viale Lavagnini, l'obiettivo è creare una direttrice parallela ai viali estremamente efficiente sia in entrata che in uscita città.

Nello specifico, la nuova viabilità permetterà di collegare direttamente la zona della Fortezza e Piazza della Libertà con la zona sud-est (Lungarno Colombo, Ponte da Verrazzano e il nuovo Ponte Nencioni), riducendo le congestioni sui viali principali e offrendo una via di sfogo fondamentale in caso di incidenti o blocchi del traffico.

"L’inversione di via Mannelli fa parte della riorganizzazione della viabilità legata all’avanzamento del sistema tranviario con l’obiettivo di ridurre il traffico, rendere i flussi più razionali e restituire spazio pubblico. Abbiamo scelto agosto per attuare le modifiche in modo graduale e dare tempo ai cittadini di abituarsi."
— Andrea Giorgio, Assessore alla Mobilità e Tramvia

L'assetto definitivo a fine agosto

Al termine di tutti i cantieri, l'asse viario si presenterà così configurato:

  • Via Mannelli: diventerà a senso unico da via degli Artisti a via Lapini (direzione Piazza Alberti/Lungarni). Da qui prosegue sotto il cavalcavia dell'Affrico verso via Di Credi, piazza Alberti e via De Sanctis.
  • Verso la Fortezza (Direzione opposta): chi oggi percorre via Mannelli verso Ponte al Pino userà via Masaccio (che diventa a senso unico da via Scialoja verso viale Don Minzoni), proseguendo poi per via Pascoli, via Mafalda di Savoia e viale Milton.
  • Piazza Alberti: scatta il doppio senso sotto il cavalcavia dell'Affrico, sia per chi arriva da via Mannelli ed è diretto in via De Sanctis, sia per chi arriva da via Aretina ed è diretto verso via Landucci/via Scipione Ammirato e via Masaccio.
  • Via Andrea del Castagno: cambio di senso di marcia in direzione di via degli Artisti.

Il cronoprogramma dei lavori per fasi

  1. 3 - 7 Agosto (Fase 1): Istituzione del senso unico in via Masaccio (tratto tra via Scialoja e via Giambologna in direzione viale Don Minzoni).
  2. A seguire (Prima di Ferragosto): Modifiche puntuali in via Landucci, via Campanella, via Bovio e ultimo tratto di via del Campofiore.
  3. Dopo Ferragosto: Inversioni notturne del senso di marcia in via De Sanctis, via Mannelli "bassa" (da viale Mazzini a via Villari) e via Mannelli "alta" (da via degli Artisti a viale Mazzini).
  4. Dal 20 Agosto: Attivazione del nuovo assetto di Piazza Alberti, inversione dell'ultimo tratto di via Mannelli (verso la piazza) e via Lapini.
  5. Entro il 29 Agosto: Collegamento diretto finale via Luca Giordano-via Mannelli (dopo lo smontaggio della gru del Ponte al Pino).

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