L'intervista rilasciata al quotidiano La Nazione dall'Assessore alla Mobilità Andrea Giorgio offre diversi spunti di analisi per comprendere lo stato dell'arte della Linea 3.2.1 per Bagno a Ripoli e le dinamiche che hanno guidato le scelte sul Ponte da Verrazzano.
Mettiamo in fila i punti salienti emersi dalle sue dichiarazioni e alcune precisazioni necessarie sulla cronistoria del cantiere.
1. La tempistica della perizia: perché non prima?
Uno dei dubbi più frequenti riguarda il motivo per cui l'indagine ad altissimo dettaglio (la cosiddetta fase Val4) non sia stata completata prima dell'avvio generale dei cantieri. L'assessore chiarisce una logica di viabilità precisa: eseguire queste prove approfondite avrebbe potuto comportare la chiusura temporanea del ponte.
In assenza di una viabilità alternativa, la chiusura del Verrazzano avrebbe mandato in crash il traffico tra Gavinana e Bellariva. Per questo motivo l'amministrazione ha scelto di attendere l'apertura e la piena operatività del nuovo Ponte Nencioni, sfruttato ora come fondamentale "valvola di sfogo" per deviare i flussi veicolari.
2. Il nodo del cronoprogramma: una precisazione sulle date
Nel corso dell'intervista si afferma che "si è sempre detto che la tramvia sarebbe stata pronta nell’estate '27". Su questo passaggio occorre fare una contestualizzazione d'archivio.
Consultando i documenti del cronoprogramma presentati alle commissioni e alla cittadinanza nell'aggiornamento di gennaio 2025, la data indicata come termine della fase di cantiere e completamento delle opere era fissata a dicembre 2026. È fisiologico che, considerando i tempi tecnici di collaudo, prove di carico e il pre-esercizio richiesto dal Ministero, l'avvio dell'esercizio commerciale slitti poi alla stagione successiva (estate 2027), ma la scadenza formale dei lavori strutturali indicava originariamente la fine del 2026.
3. Come procederanno i collaudi e i nuovi tram Hitachi
Nonostante il cantiere del ponte durerà circa sette mesi a partire dal prossimo autunno, l'iter dei collaudi non resterà del tutto fermo. La strategia annunciata prevede un'avviamento "a stralci":
- I cantieri sulla tratta dei viali, a Gavinana e sul resto della linea si confermano in chiusura per la fine del 2026.
- Già nelle prossime settimane inizieranno le prime prove dinamiche sul tracciato di Pian di Ripoli con i nuovi convogli Hitachi.
- Le fasi di pre-esercizio ministeriale sull'intera linea, Ponte Verrazzano compreso, si concentreranno nella primavera 2027 (indicativamente entro maggio), una volta ultimate le lavorazioni di rinforzo statico sul ponte.
4. Finanziamenti PNRR e il futuro delle terrazze
Sul fronte economico, il raggiungimento dell'obiettivo minimo dei binari posati (5,8 km realizzati a fronte dei 2 km richiesti come target) mette al sicuro i fondi del PNRR.
Per quanto riguarda l'aspetto estetico e architettonico, la perizia ha evidenziato come le terrazze a sbalzo scarichino pesi rilevanti sul ponte del 1970. L'orientamento emerso con la Soprintendenza non è quello di una demolizione drastica senza appello, ma piuttosto di un intervento di alleggerimento strutturale e di sostituzione dei materiali per garantire sia la tenuta statica che la funzionalità dei percorsi ciclopedonali.
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