mercoledì 12 agosto 2026

Tramvia Firenze Linea 3.2.1: perizia sul Ponte da Verrazzano, 7 mesi di lavori e l'impatto reale sui tempi


 

Il Ponte Giovanni da Verrazzano non andrà demolito né ricostruito, ma la sua riqualificazione richiederà un intervento strutturale della durata di 7 mesi e un investimento di 7 milioni di euro. È questo l'esito della relazione d'indagine di Livello 4 (VAL4) presentata a Palazzo Vecchio dalla Sindaca Funaro e dall'assessore Giorgio e redatta dal Professor Giacomo Morano dell'Università di Firenze.

Un'analisi tecnica articolata che smentisce le tesi catastrofiste sulla demolizione dell'opera ideata da Leonardo Savioli, ma che allo stesso tempo costringe a fare i conti con la realtà dei numeri per quanto riguarda il cronoprogramma della Linea 3.2.1 per Bagno a Ripoli.

Un'opera ardita di 50 anni fa: cosa dice la perizia VAL4

Progettato tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, il Ponte da Verrazzano è una struttura mista di grande valore ingegneristico: una campata centrale metallica sostenuta da mensole a cassone in cemento armato precompresso con oltre 640 cavi interni. La campagna d'indagine ha previsto oltre 100 radiografie, decine di carotaggi, prove ultrasoniche e georadar.

L'esito delle verifiche evidenzia uno stato di conservazione complessivo accettabile per pile e spalle, ma criticità localizzate dovute all'invecchiamento: degrado dei tiranti sulle spalle, fessurazioni nelle armature e problemi al sistema di impermeabilizzazione.

Il dato chiave sul tram: La perizia conferma che il futuro passaggio della tranvia non comporta un carico strutturale maggiore rispetto al traffico stradale pesante senza limitazioni. Il ponte, tuttavia, necessita di riparazioni e rinforzi per poter sostenere sia le auto a pieno carico sia i convogli in totale sicurezza.

Cronoprogramma alla prova dei fatti: lo slittamento reale

Nonostante la narrazione ufficiale indichi come obiettivo la conferma della messa in esercizio entro l'estate 2027, i calcoli sul cronoprogramma originario raccontano una storia precisa.

La tabella di marcia iniziale prevedeva infatti il completamento delle opere civili e strutturali — compreso il Ponte da Verrazzano — entro la fine del 2026. Considerando i circa 3 mesi canonici per i collaudi ministeriali e le verifiche di sicurezza dell'ANSFISA, la linea avrebbe dovuto aprire al pubblico tra aprile e maggio 2027.

Spostare l'orizzonte di avvio all'estate 2027 significa prendere atto, nei fatti, di un ritardo minimo di 3-4 mesi causato proprio dall'inserimento dei 7 mesi di cantiere necessari per il consolidamento dell'impalcato. Inserire un cantiere di tale portata nella fase conclusiva dei lavori comporta inevitabilmente una sovrapposizione complessa tra il rinforzo della struttura, la posa dell'armamento tranviario e le successive prove di carica.

Se è vero che la sicurezza statica dell'infrastruttura viene prima di qualsiasi scadenza, la trasparenza sui tempi resta fondamentale: i 7 mesi per il ponte rappresentano il tempo netto di esecuzione, e solo un'organizzazione chirurgica dei cantieri eviterà ulteriori slittamenti verso l'autunno.

Per consultare il documento originale diffuso dall'Amministrazione, è possibile scaricare la presentazione ufficiale della perizia VAL4 (PDF).

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