Ponte da Verrazzano con indicata una delle terrazze oggetto della disputa
Ponte da Verrazzano e Tramvia 3.2.1: tra alleggerimento, vincoli storici e l'incognita tempi
Un quadro sempre più dettagliato si sta delineando attorno al futuro del Ponte da Verrazzano e agli interventi di adeguamento strutturale necessari per consentire il passaggio della Linea 3.2.1 della tramvia. Le ricostruzioni e le novità emerse sulle pagine de La Nazione e La Repubblica Firenze offrono una fotografia precisa delle forze in campo: da un lato le rigide prescrizioni di sicurezza statica individuate dai tecnici, dall'altro le richieste di tutela architettonica dell'opera progettata da Leonardo Savioli.
La perizia "Val4": il nodo dei pesi e della sicurezza
Il punto fermo della questione resta la perizia tecnica "Val4" redatta dall'ingegnere Giacomo Morano. Il documento ha evidenziato che, allo stato attuale, il ponte non è in grado di sostenere contemporaneamente il carico dei convogli tramviari e il peso delle otto terrazze panoramiche a sbalzo, che da sole gravano per circa 80 tonnellate. L'alleggerimento del manufatto rappresenta dunque un requisito imprescindibile per garantire la tenuta statica dell'infrastruttura.
Il vertice a Palazzo Pitti e l'ipotesi "alleggerimento"
Durante un primo incontro ufficiale a Palazzo Pitti tra il Comune di Firenze, i tecnici e la Soprintendente Antonella Ranaldi, la Soprintendenza ha richiesto di sviluppare un progetto esecutivo capace di "minimizzare gli impatti e preservare l'opera". Sembra così allontanarsi l'ipotesi di una demolizione totale o del dimezzamento dei terrazzini: l'orientamento attuale punta a un intervento di alleggerimento parziale e simmetrico, valutando anche l'impiego di materiali innovativi e più leggeri per conservare l'aspetto estetico originale.
La posizione degli Architetti e il convegno del 29 settembre
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza l'Ordine degli Architetti di Firenze, guidato dalla presidente Silvia Ricceri, manifestando contrarietà a demolizioni affrettate o all'uso di "protesi alternative". L'Ordine richiama l'importanza delle Norme Tecniche del Piano Operativo, che impongono un'accurata analisi storico-critica prima di qualsiasi intervento irreversibile su opere di valore architettonico.
Per allargare il dibattito a tutta la città, l'Ordine degli Architetti e l'Ordine degli Ingegneri di Firenze (in collaborazione con la Fondazione Architetti) hanno organizzato per il **29 settembre alla Palazzina Reale** il convegno pubblico "Attraverso l'Arno: storia e futuro di quattro ponti fiorentini". Un'occasione per fare il punto non solo sul Verrazzano, ma anche sulle condizioni e il destino dei ponti San Niccolò, Vespucci e dell'Indiano.
Prospettive, budget e il nodo del cronoprogramma
Dopo la presa di posizione degli architetti si è tenuto un colloquio telefonico distensivo tra l'Assessore alla Mobilità Andrea Giorgio e la presidente Silvia Ricceri per garantire un confronto aperto.
Resta tuttavia da chiarire un passaggio sulle tempistiche. Se alcune ricostruzioni giornalistiche ipotizzano una durata di 7 mesi per la sola progettazione esecutiva, va ricordato che il cronoprogramma generale stimava in circa **2 mesi la fase di progettazione esecutiva** e in **7 mesi la durata effettiva dei cantieri** (con un budget di circa 7 milioni di euro). Un'estensione prolungata della fase di progettazione rischierebbe di far slittare la tabella di marcia, il cui obiettivo finale resta la messa in esercizio della linea entro l'estate 2027.
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