lunedì 29 giugno 2026

Perizia Ponte da Verrazzano, parla l'ingegner Morano: "Problemi al calcestruzzo, l'ipotesi demolizione resta sul tavolo"

Arrivano le prime, attesissime conferme ufficiali sullo stato di salute del Ponte da Verrazzano, lo snodo cruciale per il passaggio della linea 3.2.1 della tramvia di Firenze (Libertà-Bagno a Ripoli). Il professor Salvatore Giacomo Morano, docente dell'Università di Firenze incaricato da Palazzo Vecchio di redigere la super perizia, ha rilasciato un'importante intervista a La Nazione delineando un quadro tutt'altro che banale.

Il "paziente", che si avvia verso i 60 anni di vita, presenta una serie di acciacchi strutturali che richiederanno interventi importanti e, soprattutto, lo stop totale o parziale al traffico veicolare.

Ponte da Verrazzano Firenze intervista ingegner Morano perizia tramvia linea 3.2.1

Le "patologie" del ponte: cosa è emerso dai test sui materiali

Le indagini sul campo sono quasi giunte al termine, e la diagnosi finale è attesa entro la fine di luglio (con la consegna formale della relazione prevista per agosto). Nel frattempo, i primi esami di laboratorio hanno evidenziato delle criticità specifiche localizzate nelle parti terminali in cemento armato precompresso.

Il professor Morano ha parlato esplicitamente di:

  • Corrosioni localizzate in alcune armature metalliche.
  • Fessurazioni nel calcestruzzo.

Per mappare lo stato del ponte sono stati estratti campioni di materiali ed eseguite delle vere e proprie "radiografie ed ecografie" strutturali per individuare i difetti occulti nei cavi di precompressione, oltre a prove di rilascio tensionale per stimare la reale resistenza residua di acciaio e calcestruzzo.

L'ipotesi demolizione resta sul tavolo: stop alle auto inevitabile

Alla domanda più scottante, ovvero se sia possibile escludere definitivamente l'ipotesi di una **demolizione completa** del ponte, l'ingegnere è stato categorico: l'esclusione ci sarà solo quando arriveranno i dati quantitativi finali della prossima settimana. Al momento, lo scenario resta teoricamente aperto insieme agli altri.

Ciò che è certo è che i lavori saranno impattanti. Lo stop alle auto sarà inevitabile, ma il professore ci tiene a precisare che una chiusura temporanea sarebbe stata comunque necessaria anche solo per la normale posa dei binari della tramvia e la modifica della carreggiata stradale prevista dal progetto originale della linea 3.2.1.

Fonte ufficiale e intervista completa: La Nazione Firenze

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3 commenti:

  1. Aldilà delle attività che dovranno essere fatte, demolizione, rafforzamento, rifacimento parziale, che dipendono esclusivamente dalle indagini strutturali e non da scelte di altro genere, visto che il percorso della tramvia è stato definito nel 2021, queste indagini non potevano essere effettuate prima? Perché vengono fatte solo ora? Facendole prima, intendo almeno un anno fa, non ci sarebbe stata la possibilità di apportare alcune modifiche, tipo quella di far passare la tramvia sul nuovo ponte Nencioni, o sul ponte San Nicolò?

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    1. Avrebbero potuto costruire un ponte, al posto del nuovo ponte Nencioni, come hanno fatto con la linea T1....

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    2. Ciao, la tua è una domanda molto sensata dal punto di vista logistico, ma la scelta del Ponte da Verrazzano è legata a un vincolo urbanistico insormontabile: la tramvia deve intercettare i flussi dove c'è la maggiore densità abitativa e commerciale, inserendosi obbligatoriamente sull'asse di Viale Giannotti e Viale Europa.

      Spostare il tracciato sul nuovo Ponte Nencioni o sul Ponte di San Niccolò avrebbe significato allungare il percorso in modo tortuoso, ma soprattutto tagliare fuori il cuore di Gavinana e Firenze Sud, creando curve geometricamente impossibili per i binari nel tessuto stradale circostante. In quella zona lo spazio urbano è estremamente compresso e non ci sono arterie alternative in grado di accogliere la sede protetta del tram mantenendo un minimo di circolazione privata. Il Verrazzano, pur con tutte le criticità strutturali che la perizia sta evidenziando, resta purtroppo l'unica "porta d'ingresso" geometricamente e urbanisticamente percorribile per far arrivare la linea a Bagno a Ripoli servendo i cittadini della zona.

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