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| Fonte foto e notizia: La Nazione Firenze |
Il Medioevo bussa in Piazza Beccaria: i nuovi scavi del tram smontano il mito della metropolitana
Nelle viscere di Piazza Beccaria la storia è tornata a farsi sentire. Gli scavi per la nuova linea della tramvia di Firenze verso Bagno a Ripoli hanno appena riportato alla luce i resti di un antico ponte medievale del 1300 e di una postazione di guardia (o di gabella) che serviva per attraversare il vecchio fosso di San Gervasio, proprio fuori da Porta alla Croce.
Una scoperta bellissima, studiata dalla Soprintendenza, che presto potrebbe essere aperta ai cittadini con delle visite guidate.
Ma oltre al fascino della storia, questa notizia ci regala due lezioni fondamentali su come si progettano i trasporti a Firenze:
1. La buona notizia: il Tram passa "sopra" 🚋
Gli archeologi lo hanno messo nero su bianco: i lavori della tramvia NON si fermano e i resti non verranno toccati. Perché? Perché il tram viaggia in superficie e i suoi sottoservizi si attestano a una quota alta. Si scava quel tanto che basta per riqualificare, si mappa la storia, e si va avanti. Entro la fine dell'estate arriveranno le nuove pavimentazioni e i nuovi alberi da Pistoia.
2. La domanda provocatoria: e se avessimo fatto la Metro? 🚇
Proviamo a immaginare lo scenario. Per fare una metropolitana sotterranea a Firenze in Piazza Beccaria avremmo dovuto scavare una stazione. Le stazioni delle metro non sono piccoli scavi: sono voragini a cielo aperto lunghe 100 metri e profonde 20.
Se per i sottoservizi superficiali del tram sono emersi ponti del '300, mura medievali e persino lo scheletro di una bambina di epoca romana (trovato a gennaio)... cosa avremmo trovato scendendo a 15 metri di profondità? La risposta è semplice: il cantiere della metropolitana si sarebbe trasformato nel più grande (e bloccato) sito archeologico d'Europa. Altro che 50 anni per finirla.
La storia di Firenze non è un ostacolo, è la nostra identità. E il tram in superficie si conferma l'unico mezzo capace di far muovere la Firenze del futuro senza distruggere la Firenze del passato.
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