domenica 14 giugno 2026

Identikit del Sirio: caratteristiche, numeri e vera storia del tram di Firenze (sfatando qualche mito)

Identikit del Sirio: quanti moduli ha davvero e la vera storia del tram di Firenze


Chi frequenta le banchine delle nostre linee o segue le discussioni online si sarà imbattuto mille volte nel nome Sirio. È il volto tecnologico della mobilità fiorentina, il mezzo che ha segnato il ritorno del ferro in città nel 2010. Spesso però, intorno a questo convoglio, si leggono dati tecnici fantasiosi o ricostruzioni storiche un po' confuse. Facciamo un po' di chiarezza ingegneristica e cronologica.

Quante "casse" ha davvero il Sirio a Firenze?

Partiamo dalla struttura geometrica del mezzo. Spesso sui social si sente parlare di "3 casse o 3 casse e mezzo". Tecnicamente, è un errore. I tram moderni sono veicoli articolati modulari e i moduli (le casse) sono sempre in numero dispari per garantire la corretta disposizione dei carrelli e la stabilità in curva.

Tutta la flotta dei Sirio in servizio a Firenze è rigorosamente standardizzata su un unico modello bidirezionale, a pianale ribassato al 100%, composto esattamente da 5 casse, per una lunghezza complessiva di ben 32,03 metri e una larghezza di 2,40 metri.

Questa configurazione permette di trasportare fino a 276 passeggeri (di cui 42 seduti) a una velocità massima di 70 km/h. La misura di 32 metri non è casuale: l'intera infrastruttura fiorentina, a partire dalle banchine di fermata, è stata progettata al millimetro per accogliere vetture di questa precisa taglia. I Sirio più lunghi a 7 casse, che misurano oltre 42 metri e circolano in altre metropoli, a Firenze non potrebbero fisicamente effettuare il servizio perché rimarrebbero fuori dalle banchine. Nessun mistero e nessuna "mezza cassa": i nostri sono 5 casse nativi da 32 metri.

La carta d'identità industriale: da AnsaldoBreda a Hitachi

Un altro tema caldo riguarda la "paternità" politica e industriale del mezzo. Il Sirio nasce come prodotto di punta della AnsaldoBreda, storica azienda italiana nata nel 2001 dalla fusione tra l'Ansaldo Trasporti e la Breda Costruzioni Ferroviarie (sotto l'ombrello di Finmeccanica).

Qualcuno, tirando le somme della storia politica, ha provato a legare la nascita del Sirio fiorentino a Romano Prodi. Cronologicamente, però, i conti non tornano. Il contratto per la costruzione dei tram di Firenze viene firmato nei primi anni Duemila, durante amministrazioni e governi ben diversi. Romano Prodi è stato sì presidente dell'IRI (che controllava Finmeccanica), ma negli anni '80 e nei primi anni '90, quando il progetto del Sirio fiorentino non era nemmeno sulla carta. Quando la prima linea è entrata in servizio nel 2010, lo scenario industriale era già completamente mutato.

Come sappiamo, nel 2015 lo stabilimento di Pistoia e tutto il comparto ferroviario sono passati al colosso giapponese Hitachi Rail, che ha ereditato la manutenzione e la gestione dei Sirio esistenti.

Il nostro punto di vista

Il Sirio può piacere o meno esteticamente (il design originale è firmato da Pininfarina), ma ha rappresentato uno standard europeo esportato in moltissime città. Analizzarlo oggi significa guardare a un pezzo di storia del trasporto pubblico che ha cambiato le abitudini di oltre mezzo milione di persone nell'area metropolitana, basandosi sui dati tecnici reali e non sulle polemiche da tastiera.

E voi vi ricordate il primo viaggio sul Sirio nel lontano 2010? Che impressione vi fece questo mezzo a 5 casse? Raccontatecelo nei commenti!

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