Una svolta importante, per certi versi inaspettata, scuote il mondo del trasporto pubblico fiorentino. Palazzo Vecchio, Autolinee Toscane e la Soprintendenza hanno finalmente trovato un canale di dialogo concreto che porterà all'installazione di 60 nuove pensiline dei bus (più una dozzina di sostituzioni) in ferro battuto e vetro, firmate dall'archistar Norman Foster.
Un piano hi-tech che coprirà nodi storicamente scoperti come piazzale Montelungo, le scalette della Stazione e Ponte alle Mosse, dove migliaia di passeggeri ogni giorno aspettano il mezzo pubblico sotto il sole cocente o la pioggia battente a causa dei vecchi vincoli paesaggistici. Un cambio di rotta basato sul buon senso che non possiamo che applaudire.
La grande contraddizione: e le pensiline mancanti della Tramvia?
Se per i bus la strada è finalmente in discesa, la mente dei passeggeri e degli appassionati non può che andare al sistema tramviario. Per anni ci siamo sentiti dire che le pensiline in certe zone monumentali non si potevano fare. Abbiamo assistito al controsenso di vedere spuntare file di pali della trazione elettrica, ma nemmeno un metro quadro di tettoia per proteggere gli utenti in attesa delle linee T1 e T2.
L'accordo sbloccato lo scorso primo aprile per la nuova linea 3.2.1 verso Bagno a Ripoli ha dimostrato che una mediazione è possibile. Ma allora, ci chiediamo, è giunta l'ora di sanare lo scandalo delle fermate esistenti?
📍 Le priorità assolute per le Linee T1 e T2:
- Stazione Statuto / Fortezza (T1): Uno dei nodi di interscambio più frequentati dell'intera rete, dove d'estate l'attesa sulla banchina si trasforma in un test di resistenza al calore.
- Piazza di Beslan (T1): Una situazione paradossale dove, durante i giorni di Pitti Immagine, spunta un tendone provvisorio per gli ospiti della fiera che poi svanisce nel nulla, lasciando i cittadini al freddo o al sole per il resto dell'anno.
- Tratto Belfiore - Stazione (T2): Altri punti nevralgici nati monchi per via dei rigidissimi (e a questo punto superati) paletti estetici del passato.
Lo stesso assessore alla mobilità Andrea Giorgio ha aperto a un negoziato con la Soprintendente Antonella Ranaldi per affrontare questo capitolo. Come comunità di cittadini e utenti del tram, vigileremo attentamente: se si è trovato il buon senso per i bus (giustissimo!), non ci sono più scuse per lasciare al bivio chi sceglie la tramvia ogni giorno.
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